Dopo quattro ore continue di
Jesus meine Freude - un mottetto di Bach, non il chiaro segnale di una mia svolta religiosa in lingua crucca - e di lettura del manuale di storia della musica occidentale, non dovrei lamentarmi di fronte a un'incapacità di parola sempre più padrona del mio corpo.
Damiel: (
al telefono con voce stanca, ma eroicamente affettuosa) Pronto? Ciao! Ti disturbo?
Lei che è bellissima: Ciao! No, non disturbi, ma sono nella vasca. Puoi richiamare fra dieci minuti?
Damiel: Non preoccuparti, figurati. Anche
tropo, ciao.
(
Chiude la conversazione)E non è colpa mia se su Wikipedia non c'è una definizione di
tropo musicale in italiano. Nessuno ama la monodia medievale. Nemmeno io, per dirla tutta. Eggià.