Ogni regime ha le sue bugie. E i cosiddetti "paesi democratici" non hanno poi interesse ad intervenire, nemmeno di fronte alle stragi, se non c'è qualcosa da guadagnare. Fermi, osservano. E sui tavoli delle riunioni ufficiali, si leggono le notizie dal mondo nel linguaggio dei potenti, un linguaggio dove i fatti non corrispondono mai alla loro reale essenza.
Si può instaurare un regime militare e farlo passare per un'"esigenza di ordine".
Si può mantenere un basso profilo di autoritarismo, e camuffarlo da "via di sviluppo democratico"
Si può estendere il proprio mandato a vita, diventando dittatori, e farlo passare per un bisogno politico.
Si può arrestare un qualsiasi membro della società civile che osi protestare, e trasformarlo in un criminale comune.
Si può anche condannare al carcere a vita un Premio Nobel per la Pace, motivando il tutto come una necessità interna.
Ma se si dà l'ordine di sparare sulla folla ad altezza d'uomo, beh...
quello è destinato a rimanere per sempre un omicidio volontario.
Sotto gli occhi dei "paesi democratici" che, mentre la gente muore, tenta di attuare soluzioni (sono soluzioni, le sanzioni? E sono le stesse sanzioni di Teheran, o sono differenti?) tardive. Da Enduring Freedom a Enduring Lie.
P.S.: la prossima volta che incontro qualche sostenitore dell' "esportazione della democrazia", gli scoppio a ridere in faccia. E poi, come nel 2001 e nel 2004, gli sputo in faccia.