Prendi quarantotto ore di veglia consecutiva, divise tra lo studio dell'armonia e Open Office. Aggiungici una dozzina abbondante di caffè di merda, due o forse tre giri di Campari, e mescola il tutto con una sana filosofia
DIY. Ottieni un Damiel sull'orlo del collasso nervoso, ma in grado di partorire la scelta di pubblicare "
Te la do io la giungla concreta" qui sul blog. Che poi, pubblicare, è una parola grossa: non è un romanzo, sarà tutto fatto in PDF scaricabile aggratis da qui, ed è forse la prima cosa che ho scritto a non entusiasmarmi troppo. Almeno fino a oggi, ma considerate le attenuanti appena citate, mi sembra addirittura normale aver pensato a fare questo. Domani me lo sarò dimenticato, quindi confido nella visione di questo post.
Dopo aver ottenuto una sorta di liberatoria del tutto orale e
softcore - il Campari c'entra in questo, o meglio c'entra il suo potere di corruzione - dai reali protagonisti (solo quelli che non vedono banane al posto degli uomini, s'intende), mi sono rimesso a lavorare ai vari brani. Il che significa, sfidando la mia capacità di resistenza, un mese di attesa. Per me, un mese di vita ulteriore. Tutto liberamente distribuibile, perchè mi sembra giusto, e perchè le sbandate sono così. Questa è una sbandata, ma architettata bene. Ora dovrò chiedere a
Fabri un progetto grafico.
Fabri, me lo fai un progetto grafico?Tanto lui lo legge. Ho ottimi amici, tutti professionisti.
Quello poco serio sono io, ma un tredicesimo caffè vincerebbe l'incontro con le coronarie.
Meglio buttarsi in branda.
Ma è promesso:
farò del refuso un'arte nobile.