Rigiro e diffondo volentieri - invitando chi legge a fare lo stesso - l'invito lanciato da Emanuele e Tiziana per quanto riguarda l'appello "Gaza Vivrà". Una campagna che si pone l'obiettivo di raccogliere firme non solo per esprimere solidarietà al popolo palestinese, ma anche per tentare - di nuovo - la costruzione di un percorso che porti al termine del massacro di civili nei Territori. Un genocidio che ormai dilania da decenni la striscia di Gaza e il suolo occupato palestinese, e che negli ultimi anni ha trovato nuove "giustificazioni" morali nelle intenzioni dei potenti della terra, che hanno potuto legittimare le loro feroci decisioni accusando Hamas di essere una mera organizzazione terrorista. Ignorando come l'elezione di Hamas non sia che che un sintomo del problema palestinese. E ignorando - o facendo finta di ignorare? - come la repressione violenta nella Striscia di Gaza non avrebbe condotto ad altro che ad un innalzarsi del livello dello scontro, dunque un aumento delle vittime. More dead, more business. Vecchie regole per una vecchia scuola di assassini.
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