Studiare Storia Scienze e Tecniche della Musica (una volta si diceva DAMS, poi è arrivato Cesare Cremonini e persino le autorità universitarie italiane si sono vergognate della sua iscrizione - o presunta tale - preferendo cambiare nome al corso di laurea) è un po' come studiare filosofia. Entrambe sono materie interessantissime. Entrambe ti garantiscono che non farai mai nulla con quella laurea. Entrambe provocano un sorriso compassionevole sulle labbra dell'interlocutore che ti ha appena chiesto "Che facoltà fai?". Eppure la differenza sostanziale esiste. La filosofia si occupa della più alta espressione del pensiero speculativo umano, lapalissianamente intangibile, ma quantomeno comprensibile. La musicologia si occupa invece della più alta espressione della creatività umana, col piccolo particolare che non la puoi capire. E questo al di là della sordità: la musica, per sua stessa natura, non puoi tenerla ferma - esiste solo nel momento in cui é - e soprattutto, è l'unica disciplina umana ad essere completamente asemantica.
Il che equivale a dire che potrebbe significare qualsiasi cosa, e allo stesso tempo non significare un cazzo. Gran bel problema.
E poi, una laurea in filosofia, contiene sempre un certo grado di versatilità. Sono venuto a sapere che, ultimamente, i compagni filosofi sono particolarmente richiesti dalle grandi multinazionali per adempiere al profilo del Responsabile delle Risorse Umane, o qualcosa di simile. Magari dovendo ingoiare un boccone particolarmente amaro, per farlo, ma potrebbero comunque farlo.
Datore di lavoro: "Mi dia una buona ragione per assumerla"
Filosofo: "Credo che le motivazioni del profilo lavorativo in corso siano dannose per la rendita dei suoi lavoratori"
Datore di lavoro: "..."
Filosofo: "Lo spirito che pervade le aggregazioni umane obbligate durante le otto ore di lavoro può aiutare a creare un clima di serena competizione tra i suoi dipendenti, come dimostra ampiamente gli studi post-esistenzialisti degli anni '80 in Inghilterra"
Datore di lavoro: "Se ne vada o chiamo una volante"
Filosofo: "Senta, conosco Marx. Posso smontare la critica al capitalismo punto per punto"
Datore di lavoro: "..."
Filosofo: "Un anno a stipendio base, in regola, e io distruggo il sindacato"
Datore di lavoro: "Lei è assunto"
Si apre uno spiraglio di luce per loro: tuttavia, non risulta ancora disponibile il profilo aziendale del Responsabile delle Risorse Musicali. La conoscenza di Beethoven non aiuta nemmeno più a rimorchiare alle feste, ma il XXI secolo ha segnato l'inizio della nuova era lavorativa in cui chiunque è costretto a inventarsi un lavoro: potrebbe essere un tentativo quello di elemosinare un posto come "curatore di jingle aziendali", ma temo che i risultati non sarebbero affatto positivi.
Datore di lavoro: "Mi dia una buona ragione per assumerla"
Damiel: "Credo che la campanella dell'orario mensa sia dannosa per la rendita dei suoi lavoratori"
Datore di lavoro: "..."
Damiel: "L'intervallo di seconda diminuita che compone il suo driiin è da sempre un intervallo altamente dissonante, e generatore di instabilità tonali che si riversano nel..."
Datore di lavoro: "Se ne vada o chiamo una volante"
Damiel: "Ma io potrei proporle una melodia estremamente..."
Datore di lavoro: "Dove cazzo crede di essere, in America?"
Damiel: "Ma il valore delle risorse umane..."
Datore di lavoro: "Lei è un filosofo? Non mi sembra"
Damiel: "..."
Datore di lavoro: "Se ne vada"
Damiel: "E se le fischiettassi una sinfonia lisztiana?"
Datore di lavoro: "Se ne vada, ho detto"
Damiel: "Un Singspiel?"
Datore di lavoro: "Vada via ora"
Damiel: "Una canzoncina di Natale?"
Datore di lavoro: "Sto per chiamare la polizia"
Damiel: "Ok, ok"