E così succede anche che, dopo aver conosciuto un collega di corso simpatico e straniero, si finisca per fargli orientamento. Fin qui - come disse già qualcuno, notoriamente - tutto bene. Il problema sorge quando il collega in questione è cittadino turco, e ha bisogno del rinnovo del permesso di soggiorno. In questura, non una volta che non abbiano trovato la maniera di sottolinare come fosse un extracomunitario e come "non potesse stare qui". Chissà perchè, ho il ragionevole sospetto che senza la mia presenza, i poliziotti di turno avrebbero perfino eseguito il rimpatrio, incuranti dell'iscrizione all'ateneo, del suo visto, del suo permesso di soggiorno per motivi di studio che un'altra questura italiana ha segnato erroneamente come "per turismo".
Il fatto è che il collega in questione, al di là della simpatia, è uno che ha studiato composizione per due anni presso il Conservatorio di Salisburgo.
Insomma, non da Giggi il Mandolinista che suona all'angolo di Via del Quadraro.
Al Conservatorio di Salisburgo, ripeto.
Sono almeno dodici ore che mi domando quale differenza ci sia, sotto ogni punto di vista, tra uno studente di musica francese e uno turco, o tra un ragazzo polacco e uno palestinese. Però Rutelli da Baudo non manca di sottolineare l'impegno italiano nella tutela culturale mondiale. Ah 'mbè.