Affacciarsi dalla finestra di casa di Michela, a Porta Romana, sul mercato di via Piacenza, in un qualsiasi venerdì milanese.
Ascoltare pochi secondi dopo l'accendere della sigaretta il tipico accento delle mie parti.
"Aho, signò', guarda che questo è vino dei Castelli, mica l'acqua sporca de'n supermercato quarsiasi".
Aguzzare la vista e intravedere la signora, convinta dal venditore, acquistare due litri di romanella.
Riportare alla mente la romanella per come la si vende da me.
Immaginare che tipo di romanella l'uomo del mercato sta vendendo alla signora della Milano bene.
Compatire la povera sciura che domattina si alzerà con un mal di testa lancinante.