Sono convinto che, se si riesce a ricordare tutto ciò che c'è da ricordare, nonostante una giornata
veramente ai minimi storici, qualche soddisfazione ce la si possa prendere, sia tra gli uomini o nel cielo. Dunque tralasciando ogni facezia come incidenti stradali, perdita di ausili ottici, distruzione accidentale di scaldabagni e campanelli, mi concedo due sottolineature. Metaforiche, eh.
Primo: ancora si parla di "rissa" tra "opposti estremismi", e tutto il mondo fatica a comprendere come l'aggressione di ieri a via De Lollis sia stata una pura e semplice aggressione fascista. Se la maggioranza della società di questo paese pensa ancora che, considerando antifascisti e squadristi come "ideologie radicali contrapposte", il problema non li tocchi, bisognerebbe scrivere sui muri la bella frase sentita qualche tempo fa:
IL FASCISMO NON ESISTE FINCHE' NON TOCCA VOSTRO FIGLIO. E poi, ancora con questa storia dell'antifascismo come ideologia dell'odio. Secondo voi si è antifascisti per odio, o per dignità nei confronti di chi non può accettare il razzismo, la xenofobia, il pensiero unico e l'intolleranza? Fine della discussione.
Secondo: oggi è il
28 maggio. Il clangore delle lame, dei bastoni e delle spranghe non cancella la memoria di ciò che è stato, quel giorno di trentaquattro anni fa, a Piazza della Loggia, a Brescia.
Ne nascono altri cento. Soltanto questo: ne nascono altri cento.