Oddio. S'è fatto tardi, tardissimo, e ho lasciato il computer acceso tutta la notte. Fino ad ora.
E pensare che mi ero soltanto steso un secondo sul divano. Per pensare.
A lovestruck Romeo sings a streetsus serenade... ecco che canzone esce dagli auricolari.
Mentre dormivo se ne è andata mezza playlist. È rimasta ferma soltanto la pagina col pentagramma sulla quale lavoravo.
È tardi, tardi davvero, ancora più tardi al solo pensiero che domani sarà lunedì. Anzi, che è già lunedì.
Ho delle lettere da spedire, giri da fare, pagine da voltare, note da scrivere su quel foglio.
Persino sulla pelle, domani, se tutto va bene. Cioè, insomma, oggi.
Settembre è arrivato davvero, alla fine. In parecchi, ultimamente, mi hanno detto che settembre non è un gran bel mese, anzi, è un periodaccio che si ripresenta puntuale ogni anno. Io non ce la faccio a vederla così. Insomma, avrà pure i suoi difetti, ma non lo si può rendere un capro espiatorio.
E tu?
Dormi?
Penso proprio di sì.
Faccio un po' più di attenzione, allora, un po' più di silenzio.
L'altra volta te l'ho detto, che sei tango, mi pare. Ed è proprio vero.
Tu sei tango.
Non soltanto quello, perchè non l'ho ancora sentita, né inventata, una musica che ti somigli alla perfezione. Ma tanto lo so che non c'è. E visto che lo so, allora mi accontento di fissare certe tue forme di danza, certi tuoi movimenti, certi tuoi guizzi dell'anima. Stanotte è tango, lo è da un po'. Prima il valzer, poi il tango... dovessi scrivere anche una suite intera, mi sembrerebbe il minimo. Per me, poi, perché non è che sia proprio bravo.
Mi arrangio, piano piano.
Sentissi che tranquillità da queste parti, a quest'ora.
Ma scommetto che anche da te c'è lo stesso silenzio.
Dormi?
E fai dei bei sogni?
Spero proprio di sì.
Faccio un po' più di attenzione, allora, e mi suono in testa le note in chiave di violino.
Domani, cioè, oggi, fra qualche ora, imbucherò per prime le prime parole del giorno per te.
Buonanotte allora. O quel che ne resta. Sogna bene, al ritmo giusto.
Il tuo.