Certo. Certo che ho passato giorni migliori, che mi sono sentito meno solo, che ho pianto meno che in questo tempo, e che ho avuto meno paure.
Ed è certo anche che non è cambiando il cielo, che si può cambiare l'uomo. La sapevano lunga, i latini, al riguardo. "Sparire per un po'", oltre ad essere il titolo di una bella canzone dei Chichimeca, è anche la soluzione quando non si hanno le idee chiare. Quando invece, come nel mio caso, le idee sono chiarissime, e si vedono anche bene le battaglie che attendono di essere combattute, allora è meglio rimanere fermi, con la guardia alta e lo spirito, beh, diciamo al massimo delle possibilità.
Sono momenti in cui bisognerebbe cingere d'assedio il mondo.
E invece io ho il cuore cinto d'assedio, con tutte le conseguenze del caso.
Una bella persona, esattamente una settimana fa, mi ha riportato da una pellicola che "la felicità è tale solo se è condivisa". Chissà se vale lo stesso principio anche per quello che non è felicità. Persino il mio cane, ormai, sostiene di non essere una psicanalista, e si allontana quando cerco di parlarle. Condividere quello che ho dentro con le piante del balcone, non posso. Almeno non senza rischiare il CIM, e senza passare dal "Via". Mi rimane ben poco, roba come rileggermi un intero epistolario tra me e una certa persona in carta virtuale, un altro epistolario sano tra me e me su una Moleskine rossa, e fumare cento sigarette una dietro l'altra. E poi che fai?
Piangi. Eh, vabbè. Su, che lo sapevi che finiva così. Però un po' mi stupisco.
Non mi pento nemmeno un po'. Lo dico persino ad alta voce, in spagnolo, poi.
No me arrepiento. Ecco, ecco.
Suona bene.
Suona come un grido di guerra pacato, nei confronti delle paure e delle delusioni. Io da qui non mi muovo: sarò malconcio, ma non mi pento di aver dato, e di poter continuare a dare, quando qualcuno me lo chiederà e sarà pronto a riconoscere quel che vale. Perchè quel che vale magari è poco, ma è il meglio di me. E no, non mi pento nemmeno un po' di questo continuo dare.
E se non potete avere il mio pentimento, tanto vale che vi rendiate conto che ho vinto io.
Tiè.