Lunedì, 26 maggio 2008
Logicamente, quando un governo di centro-sinistra si comporta in maniera a dir poco tatcheriana, è facile vedere nell'operato del governo che segue una sorta di "spostamento a sinistra". Ma d'altra parte, è anche facile vedere un bel panorama bucolico in un trompe-l'-oeil. L'importante è ricordare che, alla prova del nove con la realtà, il giardino fiorito che state osservando è solamente muratura, e colpendolo, ci si fa male. Dunque un mutuo a tasso ribassato, che dura 40 anni invece di venti, non è una cosa buona e giusta. E il problema rifiuti risolto con la galera di chi sta soffocando causa diossina, non è esattamente un mezzo efficace, per quanto - sicuramente - rapido, di estirpare il male da una società. Dunque, che non si pensi alle parole di Frattini riguardo al contingente in Afghanistan (" I nostri militari non andranno a Sud") come una promessa di impegno pacifista. Ricordate sempre che, certe persone, hanno la parabola e ricevono Al Arabiya su qualche oscuro canale satellitare, prima di prendere le decisioni. Bon voyage, pacifismo ai maccheroni. E voi copritevi, coglioni in mimetica, che lassù fa freddo.
Giovedì, 22 maggio 2008
O a volte, semplicemente omettono. Perché, vuoi come da un lato sembri che l'attuale governo abbia tirato fuori dal suo cilindro tutto il possibile nell'arco di 48 ore, vuoi per una busta paga sufficientemente alta ai direttori dei quotidiani, si è parlato ben poco della "soluzione al problema dei rifiuti" di Napoli. "Tira più" il nucleare di Scajola, la detassazione dell'ICI e degli straordinari, il discorso della nuova leader di Confindustria, che il "decreto legge speciale" varato dal Consiglio dei Ministri a Napoli.
Come te lo risolvi il problema dell'immondizia a Napoli? Costruendo inceneritori e nuove discariche. E chi si azzarda a dire qualcosa, un anno di galera. Per chi organizza contestazioni, si arriva a cinque. Stavolta non si passa dal via. Al massimo, si passa per la caserma, visto che il Ministro della Difesa si è dichiarato entusiasta, di poter far scendere in campo l'esercito, insieme alla polizia e ai carabinieri. Come se il piombo che c'è stato finora non fosse già stato abbastanza pesante per di sé.
In televisione, i pochi che parlano dell'argomento, hanno come ospiti un qualsiasi rappresentante del Popolo della Libertà e un contradditorio formato - bene che vada - da qualcuno dell'UDC. Anche loro, in fondo, sono opposizione. Ma il quinto potere, è il quinto potere, cosa ci si vuole aspettare. In fondo, il Governo non ha appena dato un altro po' di tempo bonus a Rete 4? Non ci si può fidare, della televisione, ma i giornali ne parleranno. E invece, non ne parlano nemmeno loro. Nemmeno l'organo di stampa del Partito Democratico dice qualcosa. Ah, no, a ben cercare, qualcosa si trova. Secondo Veltroni, la soluzione manu militari all'emergenza rifiuti è "convincente". Convincente, già. E comunque, per il PD oggi c'è un solo problema politico, nell'agenda. Nel "pacchetto sicurezza", il reato di immigrazione clandestina è impensabile. Ma per il resto, assicurano, ci si intende perfettamente.
Mentre pensate a come questo decreto legge speciale sarà applicato, di volta in volta, per garantire la realizzazione di TAV, inceneritori, turbogas, aereoporti, ponti sugli stretti e chi più ne ha più ne metta, provate a soppesare la "fantascientificità" di veder applicato tutto questo alle libertà personali come quella di stampa, di parola, o di associazione. Magari provate anche a parlarne con chi avete vicino, giusto per non rischiare.
Il buongiorno, dicono, si vede dal mattino. Finora - ad uso e consumo delle generazioni successive - non si sono ancora visti i treni in orario. Ancora.
Domenica, 2 marzo 2008
Nella vita di ognuno di noi, ci sono alcune cose che ci fanno esclamare inevitabilmente una frase simile a " cielo, non avrei mai pensato di fare qualcosa del genere". Lo sappiamo tutti. Io ad esempio, non avrei mai pensato di riuscire a scrivere venti cartelle in una sola serata. Non avrei mai pensato di cucinare riso, pollo al curry e fragole ricoperte di cioccolato per qualcuno. Non avrei mai pensato di essere allontanato dal mio gruppo. Non avrei mai pensato di mettermi a scrivere qualcosa con un compositore di musica colta. Non avrei mai pensato di cantare a squarciagola Besame Mucho davanti al mio cane. Che peraltro, non avrebbe mai pensato di poter avere un padrone così idiota. Non avrei mai pensato di vedere la mia proposta di tesi di laurea accettata con tanta facilità. Ma soprattutto. E sottolineo soprattutto. Non avrei mai e poi mai pensato di poter abbracciare gli studenti fuorisede miei vicini di casa per un goal di Zalayeta al terzo minuto del primo tempo, urlando con loro " Forza Napoli". Ma " mai dire mai", in fondo.
Martedì, 8 gennaio 2008
In uscita Io Speriamo Che Me La Cavo, attesissimo romanzo fantascientifico di formazione ispirato ad una storia vera. Protagonista dell'opera uno studente medio partenopeo che da un comune dell'hinterland di Napoli si trova costretto a raggiungere la sua scuola tra barricate di immondizia, manifestazioni pilotate da fascisti, manichini impiccati, cassonetti bruciati e i temibili Camorristi, una razza malvagia che nei discorsi dei politici sembrerebbe sempre essere inesistente, salvo poi rivelarsi una piaga onnipresente. Ma le battaglia del nostro eroe si farà più complicata con l'ingresso in campo del Macellaio di Genova, affiancato dalle sue truppe regolari. Gli autori (un team di stakeholder, imprenditori del Nord e assessori regionali, che desiderano rimanere anonimi non tanto per continuità col progetto Luther Blissett, quanto per evitare gli avvisi di garanzia) hanno mantenuto la massima riservatezza sul finale della vicenda, ammantando la sorte del giovane protagonista di un velo di mistero (e di diossina). Per una volta però, ci piacerebbe che il finale fosse scritto dalla gente, da chi lotta, da chi si batte per un diritto alla vita senza collusione con chi per anni ha mangiato sull'inquinamento e lo smaltimento dei rifiuti, avvelenando generazioni e generazioni. E basta.
Sabato, 5 gennaio 2008
Ho finalmente chiuso i libri, e ne ho anche chiuse un paio, ma continuo a non avere troppo sonno. Scartando la tentazione della pornografia, a un certo punto, navigare in rete non offre poi così tanti svaghi. Comincio a pensare che il web abbia esaurito le sue potenzialità, tra l'altro tralasciando di occuparsi di opere molto importanti. Non capisco proprio come non sia mai venuto in mente a nessuno di scrivere una Sociologia dei File Ricevuti (cartella universalmente riconosciuta come il merdaio più grande del pianeta), o una Epistemologia del CSS. E dire che qualcuno, in Facoltà da me, pensava addirittura di laurearsi con una tesi sul suono di avvio di Ubuntu ( tuturutattàtuturututtà, per intenderci). Certo, potrei essere io l'autore di questi tomi fondamentali, ma sono troppo impegnato nella stesura della mia Semiotica delle Cazzate, un volume che rivoluzionerà il concetto stesso di "segno" e quello di "significato", con buona pace di Francis Ford Coppola (questa, come sempre, è per conoscitori raffinati). Anche se devo ammettere che già vedo all'orizzonte del mio successo letterario schierarsi un manipolo vigliacco pronto ad urlare: "E' troppo facile così! Cazzate se ne fanno tutti i giorni!". Ditelo a me, che un giorno mi sono svegliato faccia nella sabbia, solo e seminudo a Capocotta, dopo una dancehall in spiaggia. Ma comunque, sono pronto a replicare: l'indagine sulle cazzate - per come la gestisco io - è roba seria, mica bruscolini. Io indago a ritroso nel tempo e come l'uomo del Monte, dico di sì solo alle cazzate migliori. Guardate questa foto: La riconoscete tutti? Si tratta di una foto dell'installazione dei tre bambini de merda di Maurizio Cattelan, a Milano, correva l'anno 2004. Ora, dico io, se un autoproclamatosi artista decide di appendere tre manichini inquietanti a un albero, e per di più ha l'autorizzazione del Comune, lasciamoglielo fare. Pure il matto di Tor Bella Monaca che ha scritto sulla via del 20 Express " COME SE SALVEREBE IL MONDO CO LE MINIOTIE CHE SE A FANO COI NEGRI", ha i suoi problemi, scrive delle cazzate immense che lui ritiene "arte", ma non è che nessuno se la prende con lui. E tu da un altro del genere - prendiamo, che ne so, Maurizio Cattelan - non ti aspetti nulla di differente, tutt'al più penserai che mentre il matto di Tor Bella prende le pasticche al Centro d'Igiene Mentale, Cattelan le prenderà in un loft ultralusso a Porta Romana. Che la sua installazione era innocente, anzi, poteva anche dare un tocco di folklore, c'era arrivato anche Vittorio Sgarbi, che notoriamente non ha mai capito un cazzo in vita sua. E invece no. No. Come potete leggere tranquillamente qui (eccole, le mie fonti storiografiche) il riciclo dei manichini del negozio 012 Benetton ad opera di Cattelan scatenò reazioni terrificanti da parte dei consiglieri comunali di Alleanza Nazionale. Tanto per citare fedelmente, Stefano di Martino disse: " Così si dà sfogo alla fantasia malata della gente. Un'amministrazione di centrodestra non dovrebbe promuovere questi progetti". Parole pesanti, insomma. Che certo, testimoniano come quelli di AN abbiano un QI ancora minore di Sgarbi e di Cattelan, però a ben pensarci AN è sempre stata un baluardo dei valori tradizionali. Non ti aspetteresti mai, insomma, che loro possano fare lo stesso, no? Guardate questa foto:
 Questa forse non la riconoscerete, di foto. Eppure sta su tutti i giornali. Si tratta dei 21 manichini impiccati agli alberi di Napoli, come segno di protesta nei confronti dell'amministrazione locale, l'altroieri. Chissà quale oltraggio al pudore, chissà quale fantasia malata avrà potuto compiere tale atto! In una città come Napoli poi, che attualmente sembra una polveriera. AN difenderà i valori morali a spada tratta anche questa volta? No. Semplicemente no. Come potete leggere qui, ma ancor meglio qui, sembrerebbe proprio che i promotori di questa iniziativa appartengano ad Alleanza Nazionale. Che (cito dal noto giornale scandalistico, il Corriere) tanto per non farsi sgamare hanno ben pensato di non lasciare tracce: "Secondo fonti della Digos partenopea, che indaga sulla macabra messa in
scena (con lo slogan «Addio a 'stu munno 'e munnezza!») , la
responsabilità dei manichini - appesi senza testa né arti - sarebbe
legata al circolo di An del quartiere Vicaria-Mercato. Sui manifesti
sarebbe segnalato anche il blog del capogruppo provinciale Luigi
Rispoli." A questo punto, le ipotesi sono diverse. Invidia nei confronti di Cattelan (" ci ha pensato prima lui, ma ora noi ne mettiamo 21! Siamo più forti, gah, gah!")? Pura e semplice mancanza di pudore? Assenza di raziocinio? Forse. O forse, soltanto un'altra cazzata. Spero che questo estratto dal mio futuro capolavoro abbia giustificato l'esistenza stessa del mio operato. Comunque, vi terrò al corrente di ogni sviluppo della vicenda. Chissà se Cattelan, adesso, querelerà per plagio il partito di Fini? Ma magari se prima gli danno le pillole non se ne accorge nemmeno, e pensa alla sua prossima opera. Immondizia per le strade, come installazione segnale del degrado. Che magari i napoletani non lo querelano, lo spellano vivo.
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