No, io quando so che Giorgino Dabliù Bush si trova in Medio Oriente, non dormo affatto tranquillo. Tanto più se qualche giorno fa si è venuti a sapere della
scaramouche in acque internazionali tra flotta iraniana e flotta statunitense. Ma non è tanto la tensione quotidiana di questi ultimi anni a farmi riflettere. Piuttosto, è di fronte alle
dichiarazioni del Presidente americano nella sua visita al Museo dell'Olocausto, che rimango interdetto. Perchè oltre agli scontati -
quanto perfettamente condannabili, sosterrebbe la stessa amministrazione USA, se pronunciate da un "nemico", una "canaglia" - "
il male esiste e se il male viene individuato,
bisogna resistergli", o "
di fronte ai tremendi crimini contro l'umanità gli animi coraggiosi, giovani e vecchi, devono restare
saldi davanti a ciò in cui credono", il più grande guerrafondaio dell'ultimo decennio ha affermato, senza remora alcuna, che "
avremmo dovuto bombardare Auschwitz" (loro, gli Alleati).
Avreste dovuto bombardare Auschwitz, o forse avreste dovuto preoccuparvi prima dei racconti che i profughi tedeschi ebrei facevano alla fine degli anni '30, una volta scappati nel vostro territorio. Avreste dovuto bombardare Auschwitz, ma poi avreste dovuto bombardare i territori palestinesi dove ogni giorno gli israeliani massacrano e umiliano un popolo. Avreste dovuto bombardare Auschwitz, quando avreste potuto liberare un popolo dalla follia nazista ancora prima, o come preferite,
preventivamente.
E invece avete bombardato, a guerra praticamente conclusa e con un Giappone in ginocchio, i civili di Hiroshima e Nagasaki.
Risolvere con i bombardamenti le questioni è - se possibile - ancora più sbagliato, quando consigliato da certi loschi individui.