Il vostro telefono, nonostante sia acceso, non squilla ormai da giorni, e la vostra casella e-mail continua a non conoscere nuovi messaggi che non contengano la parola "
Cialis" all'interno del loro oggetto. Approfittando del forte sole che ha inondato la vostra città, decidete dunque di raggiungere il parco più vicino alla vostra abitazione per cercare una risposta ai vostri interrogativi nella natura, o eventualmente, per guardare il culo alle piacenti trentenni che hanno deciso di riprendere le loro sedute di
jogging proprio in quel giorno. A tale scopo (la risposta agli interrogativi: il voyeurismo sportivo è un obiettivo secondario, se non proprio un'ultima spiaggia) vi armate di:
- la vostra inseparabile Moleskine, che oltre ad accompagnarvi in ogni momento della vostra jyhad quotidiana per registrare sogni, speranze e appunti, può tornarvi utile come ultimo memoriale in caso di incontri con serial killer domenicali.
- un libro di poesie (nella seguente esercitazione è stato scelto Poesia d'amore di Pablo Neruda), perchè la poesia è un'arte assoluta, dunque qualcosa di sublime e vicino a noi ce la si trova sempre. Dopo due ore di sole diretto in testa, diventa anche più facile capirne il senso recondito. Se capite il senso di una poesia scritta in una lingua a voi sconosciuta, correte immediatamente a bere dell'acqua alla fontana più vicina.
- musica in grado di trasportarvi lontano (nella seguente esercitazione è stato scelto l'album noto come "l'Indiano" di Fabrizio De André). Se la vostra scelta di fronte all'indicazione "trasportarvi lontano" dovesse ricadere su album come Ucciderò Tutti dei Maniac Blood Destroyer, magari è il caso di non uscire di casa, ma di assumere del Ritalin.
- il kit del giovane spensierato sul prato: plaid ampio, bottiglia d'acqua fresca, tabacco, cartine, filtri e accendino. Non è assolutamente il caso di portarvi appresso quei cazzo di bonghi. Dovete riflettere, e soprattutto "non siamo mica in Africa". Abbiamo già tanti problemi che non è il caso di aggiungerci "quello del ritmo".
Vista la gran solitudine che vi attanaglia però, essendo dei saggi e solerti seguaci delle
Teorie e delle Tecniche della Jyhad Quotidiana decidete di verificare l'
Ipotesi #22 e farvi accompagnare dal vostro cane (che ultimamente, ha dovuto subire il doppio dei discorsi che normalmente gli/le propinate). Dopo averla rassicurata sul fatto che sì, le tirerete il sasso più di una volta, e averle promesso di recitare per lei almeno una poesia in lingua originale, il vostro cane accetta e siete pronti a partire.
Lo spettacolo che vi attende dopo solo dieci minuti di cammino, è quello di un verde rigoglioso e di un sole da Primo Maggio. La vostra fedele accompagnatrice, dimenticando ogni proposito di tipi letterario e confidenziale, si lancia a capofitto nella vegetazione, iniziando a rotolarsi sull'erba e ad inseguire tutte le farfalle che le capitano a tiro. Perfettamente coordinati col suo
divertissement, in pochi minuti avete già steso il plaid ed estratto agenda e libri, creando un piccolo angolo di intimità solo per voi due. Quasi rispondendo a un richiamo telepatico, il vostro cane vi si accoccola a fianco, dopo aver raccolto metà della merda presente nel parco sul suo pelo. Dettagli.
Iniziate a parlarle, con più totale naturalezza, di quegli strani sogni che hanno visto voi e il vostro parrucchiere piantare alberi di ciliegio in fiore, e tra un appunto preso e l'altro, vi scende qualche lacrima quando leggete ad alta voce, in spagnolo, i versi di
Epitalamio. Poi le raccontate di quando avete scritto una parte di quella poesia ad una persona, promettendo a voi stessi di scriverle il resto "
quando sarà primavera". Allora subentra la saggezza canina, suggerendovi che la primavera ha sempre tempi strani: arriva quando vuole - magari in ottobre inoltrato, chissà - e può durare un giorno, o per sempre. Non è facile prevedere la primavera.
Interrompete la cottura a fuoco lento del sole facendo un po' di moto, e lanciando un sasso raccattato in terra il più lontano possibile, per la gioia della vostra fedele amica, e l'incazzatura di un paio di quelle trentenni troppo attente alla misura dei loro fianchi, che schivano di pochi centimetri il tiro figlio della vostra pessima mira. Dopo aver perso - completamente - il fiato, vi riaccasciate sul plaid. E iniziate a recitare, stavolta in italiano,
Saprai che t'amo e non t'amo al vostro cane, in evidente iperventilazione. Quando accade l'imprevedibile.
Una coppia sulla cinquantina si avvicina verso di voi, discutendo ad alta voce. Di cose importanti, di cose "
da grandi", carte bollate e documenti ufficiali. Cercate di non interrompere la bellezza del momento, di non lasciarvi disturbare, e proseguite nella lettura ad alta voce. Ma l'uomo della coppia, a pochi metri da voi, urla alla donna:
Uomo: "Perchè te, te non capisci un cazzo! Me capirebbe molto de più 'sto cazzo de cane lupo, se ce parlassi!".
Il vostro cane, di tutta risposta, si volta a guardarlo, e abbaia. Voi, in perfetto accordo col cane, vi alzate e vi avvicinate alla coppia, libro in mano e sguardo di sfida sul volto.
Damiel: "Mi scusi" (perentorio)
Uomo: "Dica?" (evidentemente disturbato)
Damiel: (serissimo) "Lei mette in dubbio le capacità di comprensione del mio cane?"
Uomo: "Ma..." (basito, e notevolmente infastidito)
Damiel: "No, guardi, dico davvero. Sa che libro è questo? (il cane si avvicina, incuriosito e notevolmente più infastidito dell'uomo). Si tratta di una raccolta di poesie di Pablo Neruda. Lei pensa davvero che riuscirebbe a capirle quanto il mio cane?"
Cane: (abbaia in segno di approvazione)
Damiel: "Ecco, ecco, mi segua. Questo componimento ad esempio..."
Uomo: "No, guardi, mi scusi, io..." (si allontana di corsa, spaventato e moglie al seguito)
Cane: (abbaia di nuovo in segno di approvazione, e trotterella verso il plaid)
Avendo appena dimostrato la correttezza dell'Ipotesi #22, potete tornare comodamente a leggere poesie sull'erba. La giornata è ancora lunga, il telefono non squillerà, e nessuna e-mail arriverà a rallegrarvi la giornata. Ma c'è un sole caldo, caldo davvero, e senza aver detto una parola, la vostra compagna più fidata vi ha confermato qualcosa di semplice, perfetto e prezioso. Tenetevelo per voi, come fosse il segreto più bello del mondo, raccolto tra una poesia d'amore inespressa e lo sguardo atterrito di qualcuno troppo impegnato a parlare di "
cose serie" per godersi la semplicità di essere ancora umani, in un'assolata domenica mattina.