Stamattina mi sono svegliato non una, ma tre volte.
La prima, verso le otto. Mia nonna pensa di cominciare a scuotermi sotto le coperte, urlando "
il terremoto, il terremoto". Invece di gettarla dal balcone sussurrandole dolcemente "
tanto se dobbiamo crollare per il sisma, a 'sto punto leviamoci la soddisfazione", la mando affanculo. Effettivamente, qualcosa si muove, ma convinto di stare ancora sognando, scelgo di rimettermi sotto le coperte. Fine primo round.
Seconda tranche, una mezz'ora dopo. Vista la tranquillità relativa alla (per me presunta) scossa sismica, penso bene di recarmi in bagno. Pisciano tutti, di prima mattina, dunque non vedo perchè non avrei dovuto farlo io. Aperta la porta (il mio bagno non ha
sempre la chiave. Ce l'ha quando la infilo io nella toppa, altrimenti no: mia madre è convinta della sua pericolosità. Ed è anche convinta che io morirò al cesso, mentre nessuno potrà aiutarmi perchè ho chiuso la porta a doppia mandata), mi ritrovo davanti una ragazza, sulla ventina, in mutandine e canottiera. Anche parecchio piacente, a dire il vero.
E anche la biancheria, insomma, mica male nella sua semplicità.
Damiel: Ah. [basito]
Ragazza del Bagno: ...ciao. [un po' piccata, ma nemmeno troppo stupita]
Damiel: Ok, ho capito. [scuote la testa e se ne va]
E'
evidentemente ancora un sogno, per cui scelgo di infilarmi di nuovo le lenzuola.
Terzo atto, altra mezz'ora dopo. Mi alzo e il telegiornale dall'altra stanza parla di una scossa a magnitudo 3,8 a Roma Sud.
Mia nonna mi guarda come se volesse ammazzarmi.
Dall'altra stanza sento due voci, e una è quella di mia sorella. L'altra no. E ridacchia qualcosa come "
ma Vale, non sapevo che avessi un fratello!".
Ecco, mi rendo conto. E scrollo le spalle.
Io lo sapevo, che dovevo dormire fuori ieri notte.
UPDATE (18:07):
qualcuno è convinto che avrei dovuto chiedere alla Ragazza del Bagno di farmi il caffè, con la seguente motivazione: "
se è in casa tua, è roba tua, quindi te deve pure fa' il caffè". Indovinate chi è questo qualcuno.