Ieri, quando ci siamo incontrati, Angelina ha detto che era contenta di essersi presa una giornata per lei. Un bello shampoo, qualche lavoretto a casa, un po' di tempo per sé. Sorrideva. E anche se alla fine si è ritrovata a cucinare non una, ma due volte, anche per me e altri compagni, continuava a sorridere. Alle tre e mezza di notte, dopo sette ore di lavoro praticamente ininterrotto ad un maledetto manifesto, sorridevamo anche Louis ed io. Magari non avevamo più il raziocinio necessario - e si finiva per scambiare capelli per occhiali, o per tentare di bere un sorso di birra da bottiglie palesemente chiuse - ma prima di concludere la serata si è trovata la voglia di continuare a scherzare, spacciando foto di anziane signore per manifesti politici. E anche Francesco - e non è facile - finiva per lanciarsi in discussioni più serie e profonde di quanto si sarebbe potuto pensare, sul movimento e i suoi problemi. Davanti a un piatto di pasta en passant, e verdure sott'olio rigorosamente fatte in casa, e si sentiva che erano fatte in casa.
Io, prima della mattina del Primo Maggio, ho pensato che mi sarebbe piaciuto poter andare a Pomigliano d'Arco quest'oggi, per un Primo Maggio di lotta lontano dall'ipocrisia dei sindacati in concerto e di un EuroMayDay che ha perso tutto (e più) del suo valore di partenza. Ho pensato al valore di un manifesto costruito a partire da forze completamente nostre, con tutte le nostre contraddizioni e le nostre fissazioni scaramantiche. Ho pensato soprattutto a una persona, e le ho cantato senza che si sentisse tre canzoni che vorrei che ascoltasse. E poi ho pensato che in fondo, ogni lavoro ha i suoi tempi, il suo carico di fatica, le sue paure di non riuscire, e i suoi momenti gravi. Poi alla fine però c'è sempre la gioia per averlo portato a termine, creando qualcosa di unico e speciale. Quindi deve anche esserci un Primo Maggio "dell'anima" per oguno di noi.
Prima di addormentarmi ho ascoltato Ovunque Proteggi e Se Ti Tagliassero A Pezzetti (in particolare, quello che non viene detto tra la penultima e l'ultima strofa). E dopo una Smisurata Preghiera, ho chiuso gli occhi, augurandomi un buon Primo Maggio, in ogni senso, per chi lavora e sta lavorando. In ogni senso.