Due anni. Sono due anni che l'eterna diatriba tra me e Skizzo va avanti, ormai. Abbiamo lasciato dietro di noi, alle spalle delle nostre continue disquisizioni, centinaia e centinaia di morti.
Di sonno.
Iniziò una sera durante la quale, per motivi ancora non del tutto chiari, il fulcro della discussione arrivò ad essere incentrato sulla natura della distinzione tra uomo e animale. Roba da far impallidire perfino Marzullo in preda a un bad trip. Dopo appena un'ora, fu chiaro il delinearsi delle opposte fazioni, capeggiate da me e dal "buon monaco". Io in difesa della qualità della distinzione, lui schierato a favore della quantità della stessa. Volendo riassumere il tutto in poche righe, mentre il sottoscritto sosteneva l'esistenza di un "qualcosa" in grado di trascendere il semplice pensiero - che la si chiami anima, scintilla vitale, o spirito poco importa - Skizzo invece proponeva un approccio del tutto materialistico: l'uomo ragiona di più quindi lo fa meglio, ma è una mera capacità complessa, somma di capacità semplici. Come dicevo, un paio di righe per spiegare il tutto. Ma si dà il caso che nessuno di noi due possieda una reale capacità di sintesi.
Mietemmo le prime vittime quella sera stessa: Saretta, Giuliano e Irene. Sara era venuta per bersi un bicchiere in santa pace, e si ritrovò al centro di una discussione feroce, che durò dalle 22 e 30 alle 5 di mattina. Finì per addormentarsi sulla sedia, lasciando il suo corpo in balia delle zanzare indigene dell'hinterland romano, povera ragazza. E quello fu solo l'inizio, ovviamente. Col passare del tempo, aumentando costantemente il numero di bottiglie corollarie allo scontro dialettico, sono aumentate le ore di dialogo, e il livello di astrusità - leggi: livello di cazzate - dell'intera speculazione. Ogni tanto qualcuno si approccia in modo costruttivo, proponendo a sua volta una tesi più o meno in linea con le nostre. Tutti ne escono distrutti.
Una volta, perfino un gatto a provato a suicidarsi.
Due giorni fa, anche Jimy e Silvia hanno avuto la sfortuna di trovarsi tra noi al momento dello scoppiare del dibattito. Tre ore nette e fitte di dialogo. Concluse con la frase, esclamata tra un sorso di Sandeman e l'altro:
"Lo sai che me fa a me Marx? Lo sai? ME STA A CASA A PETTINA' LE BAMBOLE".
Silenzio.
Il materialismo attaccato e liquidato in stile quadrarense.
Terrificante persino per me che ho elaborato la frase.
Qualcuno recentemente ha detto che la nuova classe operaia rischia di essere allo stesso tempo la nuova aristocrazia intellettuale. IMHO, tutto ciò continua a sembrarmi un dialogo tra alcolizzati. Ma è un dialogo... sublime. O no?