Allontanarsi dal solito mondo per un po', oltrepassando le reti e le barriere che è stato l'uomo a mettere, non la natura.
Riscoprire che dietro alla luce, c'è una complessità infinita, capace di abbracciare tutti i colori visibili, in ogni loro sfumatura. E poi meravigliarsi di come qualcosa di così meraviglioso prenda vita da un incontro genuino, da un abbraccio tra elementi differenti che, semplicemente, è giusto che ci sia. Poi fermarsi a guardare un'istantanea che non può essere fermata su tela, o su pellicola, una Polaroid dell'anima che poteva essere solo in quel momento, con quel sole, da quell'angolazione, e con quelle persone ad osservarlo, come si osserva un miracolo, o un bambino che apre gli occhi per la prima volta. E poi cambiare i programmi, senza aspettarsi nulla, lasciandosi tra parole mai dette prima, e ancora affermazioni così serene da avere un carico enorme di energia.
Un'energia che risuona nel tempo, e che ricade a pioggia su chi ne ha bisogno, come tante goccioline da una fontana antica.
Questa è una fuga, a due voci e molto silenzio.
E continua, continua, continua.