Perchè alla fine non c'è davvero bisogno di argomentare niente. Anche se - questo sì - è appropriato iniziare un discorso, in maniera poco elegante, con un perchè, al massimo chiedendosi fino alla fine se quell'incipit così scorretto sia interrogativo o affermativo. Magari può rimanere il dubbio, ma senza dubbio è la cosa più appropriata. Vediamola così: è la risposta più logica a una notizia tanto forte sopraggiunta in maniera tanto fulminea. Davvero una bastonata. D'altronde, di bastonate ne parlavamo spesso. Parlavamo un po' di tutto, a dire il vero, persino a voce un po' troppo alta. Si svegliavano le vicine incazzate, i compagni si domandavano come si potesse passare da così lunghi silenzi a ore e ore di discussione. Qualcuno semplicemente non capiva proprio un cazzo, ma immagino che anche a te non sia mai fregato niente. A me, in tutta sincerità, importava soltanto che capissi tu.
Scrivere che non mi mancherai, sarebbe falso. Tentare di convincerti a restare, egoista. Hai centrato l'obiettivo, fratello mio, mi hai spiazzato. Un risultato normalmente così difficile da ottenere che la mia resa arriva istantanea. Alle spalle ti lasci quello che detestiamo entrambi: sai bene che li troverai anche giunto a destinazione. Ma dove l'ottica è diversa, la lotta è diversa. Ora ho una bottiglia di liquore al melograno da tenere in serbo per te, per quando ti saprò aver giocato la tua carta vincente, che hai celato finora a un universo di stronzi, sotto una scorza. Ci credo in te, sai? Quel futuro sognato, anzi, quel futuro sognato ci apparteneva. Vorrei che ci appartenesse ancora, nonostante la tua scelta. Quando giocherai quella carta, lo faremo. Senza se, senza ma. Io ho tempo, e le mie idee qualcuno le dovrà ascoltare ancora.
E poi non c'è bisogno di argomentare nulla anche perchè, insieme alle lacrime, arriva il senso di sollievo. Ti stimo e ti voglio bene ancora di più, ora come ora. Via di qui? Che sia. Lo farei anche io, per dei motivi che troveresti più simili ai tuoi di quanto potresti pensare.
Lo farei domani, ma ho sempre un romanzo da finire.
Lo farei tra una settimana, ma ho una laurea da prendere.
Lo farei tra un mese, ma ho una promessa con mia madre.
Forse lo farò tra un anno, e ripensando proprio a te.
Ora perdona la mia imperdonabile sconnessione linguistica, in questa lettera. E parti, *fratello mio*.