Il disagio ha la capacità di assumere tantissime forme. Disagio è, e può essere, una notte in bianco passata a chiedersi insistentemente "
perchè?", come disagio è, e può essere, la rabbia nei confronti di una società alienante, che invita i suoi membri allo sfruttamento reciproco per poter meglio essere sfruttati da un unico padrone. Disagio è l'incapacità di comunicare il proprio sé agli altri, l'impossibilità di affermare la propria esistenza attraverso la realizzazione delle proprie speranze, l'impotenza provata di fronte alle crudeltà perpretrate dai potenti sui più deboli.
L'
aggressione di oggi a La Sapienza, invece, è un atto probabilmente premeditato da un gruppo di persone - burattini nelle mani di chi, con una bieca propaganda revisionista capace di attaccare solo su idioti di calibro notevole, vuole comunque fare gli interessi dei padroni - che non si sono fatti scrupoli ad attaccare con bastoni e spranghe un gruppo di ragazzi qualunque (solo "un po' meno servi" di quanto non fossero loro) per il gusto di difendere un'identità "ribelle" che non hanno. E non l'hanno perchè non esiste.
Questo non è disagio.
E' fascismo.
E il fascismo, quando non avrà più compagni, rom, rumeni, omosessuali - insomma "
nemici" - da attaccare, attaccherà a caso, come la bestia impazzita della Repubblica di Salò e del fascismo storico post '43. Attaccherà anche quelli che non avevano considerato possibile il suo ritorno, favorendolo. Attaccherà anche quelli che hanno sostenuto lo sdoganamento di Alleanza Nazionale, quelli che "
ognuno è libero di pensarla come vuole"; quelli che "
si stava meglio quando si stava peggio". Tenete a mente il manico di piccone nella foto, dunque. E' più vicino, più reale, di quanto voi vi sareste potuti immaginare,
nos petites-bourgeoises.
Solo che noi, questo, lo sapevamo già.
Per questo siamo pronti.
Per questo siamo antifascisti.