(Aposentu, 2008, Fabrizio Piras)
Nietzsche sosteneva, quanto mai a ragione, che il suo obiettivo non era altro che quello di condensare in dieci parole ciò che gli altri esplicavano in dieci volumi. In un'ottica revisionista - fin troppo consueta e inflazionata, per tempi come questi - le sue parole potrebbero suonare come un invito alla sinteticità, all'essere concisi ad ogni costo: perchè se uno spazio pubblicitario costa un tanto, un tanto deve bastare ad esprimere tutto. Credo sia per questo che ormai, di fronte agli ultimi lavori di
Fabrizio Piras, senta il bisogno di affermare l'affrancamento, da parte sua, da una mentalità dominante e
mainstream in favore di una pura espressione artistica. E questo salto, questa scelta, Fabrizio lo compie in una maniera tanto naturale quanto rivoluzionaria.