In uscita
Io Speriamo Che Me La Cavo, attesissimo romanzo fantascientifico di formazione ispirato ad una storia vera. Protagonista dell'opera uno studente medio partenopeo che da un comune dell'hinterland di Napoli si trova costretto a raggiungere la sua scuola tra
barricate di immondizia,
manifestazioni pilotate da fascisti,
manichini impiccati,
cassonetti bruciati e i temibili
Camorristi, una razza malvagia che nei discorsi dei politici sembrerebbe sempre essere inesistente, salvo poi rivelarsi una piaga onnipresente. Ma le battaglia del nostro eroe si farà più complicata con l'ingresso in campo del
Macellaio di Genova, affiancato dalle sue truppe regolari. Gli autori (un team di
stakeholder, imprenditori del Nord e assessori regionali, che desiderano rimanere anonimi non tanto per continuità col progetto Luther Blissett, quanto per evitare gli avvisi di garanzia) hanno mantenuto la massima riservatezza sul finale della vicenda, ammantando la sorte del giovane protagonista di un velo di mistero (e di diossina).
Per una volta però, ci piacerebbe che il finale fosse scritto dalla gente, da chi lotta, da chi si batte per un diritto alla vita senza collusione con chi per anni ha mangiato sull'inquinamento e lo smaltimento dei rifiuti, avvelenando generazioni e generazioni.
E basta.