Prima di tutto, raggiungere la libreria. La missione può sembrare facile, ai più, ma in realtà contiene ostacoli di vario genere, che spaziano dalla consegna del modello unico al commercialista fino alla necessità di parlamentare con un ottuso controllore di biglietti. Arrivati di fronte alla serranda del negozio, poi, trovarla chiusa può venire a costituire un ostacolo di indubbio rilievo.
Eliminata l'opzione dello scasso (è giorno, e ci sono parecchi passanti), non resta che attendere, sotto le nuvole, sperando che non piova. Ti arriva una richiesta di sole, e nella testa ti si forma un'idea.
Una volta nella libreria, non è così difficile raggiungere lo scaffale delle agende. Quella che si cerca - agenda Moleskine per musica, 320 fogli di carta senza cloro pentagrammata - è posizionata esattamente dove l'hai vista l'ultima volta. Un gesto del braccio, e ce l'hai tra le mani.
Ma intanto l'occhio ti è caduto sul reparto Poesia. Tre ripiani di versi. Mentre ponderi razionalmente se farlo o meno, intimamente hai già deciso. Il percorso è articolato in tre punti.
Poeti francesi con testo a fronte.
Lettera P.
Il titolo più appropriato ti trova lui.
Segni due poesie della raccolta con un pezzo di carta sacrificato dalla tua agenda.
La prima è per lei, la seconda è per voi.
Poi di corsa verso il Tempio del Sapere. Il sole ti concede la grazia di uscire al momento giusto.
Messaggio inviato, qualcuno sorride, o almeno lo speri.
Ora ti aggiri sul piazzale per cercare un compositore che oggi compie gli anni. Lo trovi, gli dai il tuo regalo. Gli piace. Ma la dedica nera sulla terza di copertina gli piace anche di più, e glielo leggi negli occhi.
Poi lo ascolti riempire i vuoti lasciati dalle persone con delle note che estrae delicatamente da un pianoforte.
Suona così bene che ti pare un peccato, essere solo con lui nella stanza.
Vorresti un'altra, ben specificata persona al tuo fianco.
Lui sta solo improvvisando, ma non lo diresti mai, se non lo sapessi.
Si parte per il culture clash enogastronomico. Il rakh annaffia riso, zucchine, funghi, agnello, peperoncini, pomodoro, cetrioli e yogurt, in un unico piatto, preparato da una madre che vive tutto l'anno dall'altra parte del Mare Nostro.
Delizioso, ma non lo diresti mai, se non lo sapessi.
Di nuovo di corsa verso il Tempio del Sapere.
L'incontro è fugace come una sigaretta, ma il parlare allunga i tempi.
"Non ho voglia di buttare tutto questo tempo"
"Scusa, cosa hai detto?"
Ormai non sono più coincidenze. Lasci che la consapevolezza sia condivisa tra voi su una rampa di scale.
E quella che sembra maturità, preferisci chiamarla pazienza, perchè dentro stai bruciando.
Uno dei tuoi amici più cari ti propone di tornare a casa insieme.
Temporeggi in attesa della pulizia della tua seconda casa.
Ma decidi di andartene solo quando il computer ti si spegne in faccia, a metà dell'opera.
Fai il giro largo, di modo che la compagna che sta pulendo per terra non ti uccida con lo sguardo e con la scopa.
Incontri lo sguardo di qualcuno che esce nello stesso momento.
Coincidenze significative, ma non lo diresti mai, se non lo sapessi.
Poi, il cane ti accoglie e ti si accoccola a fianco mentre finalmente a casa sorseggi un mezzo litro di caffè nero bollente.
Ti guarda, ed è il suo modo di iniziare la conversazione. Ma tu hai voglia di architettare chissà quali piani misteriosi.
E le citi, semplicemente:
"Su, dimmi compagno Sole
forse non trovi
che sia piuttosto da coglione
offrire una simile giornata
a un padrone?"
Ma non hai Perso Tempo. Affatto.