Domattina levataccia, tocca tornare in ospedale. E' un mese che mi trascino tra le stanze del Policlinico Casilino. Il problema non si risolve, ma in compenso ormai ai chirurghi di Villa Irma
do del tu.
C'è un esame di Storia Contemporanea alle porte che preparo da un mese abbondante, e che a questo punto dispero di dare. In compenso ho scoperto che mia nonna, cito testualmente, ha "
conosciuto Haile Selassiè, il Negus, quando è venuto in Italia". Si è voluta far spiegare tutto il rastafarianesimo, e ha trovato Bob Marley "
bellino, bellino".
In aggiunta, mia nonna ha voluto specificare di aver incontrato anche Bresn. Bresnf. Bresenv. Al quarto tentativo, abbiamo compreso come si trattasse di
Breznev. Ha concluso il discorso chiedendomi di scrivere le sue memorie, appena finita la sessione. Mi sono commosso.
Prima di venerdì, vivevo la Facoltà. Ora vivo nel
gossip della Facoltà. Confido nell'
oroscopo inviato (cos'è
Auro? Auro è la Saggezza, non dimenticatelo mai. E siamo
evidentemente dello stesso segno) e attendo segnali, speranzoso. Quantomeno, spero che Storia della Musica II si passi facilmente con un bel 30 e lode. Beato Chopin, che ti omaggio ascoltando i
Preludi e i
Notturni in piena notte, proteggimi dall'alto dei cieli, che a noi restano soltanto i santi laici e geniali come te e pochi altri.
Intanto, nel giorno del decimo anniversario della
Strage del Cermis, sono tutti troppo impegnati a commuoversi per
una novantasettenne che è morta di morte naturale.
Un noto P2ista che controlla teatri e televisioni ha anche richiesto un minuto di silenzio. Non per venti vittime innocenti di un aereo americano, no.
Non per uno dei tanti ventenni morti in fabbrica, magari la Thyssenkrupp, no. Il minuto di silenzio si fa per una novantasettenne morta dentro casa sua - una villa - serenamente e senza che le mancasse nulla. E che dopo essere morta, l'hanno pure fatta partigiana. In Svizzera, eh.
Questi notturni, sono pessimi. I preludi sembrano anche peggio.
Grazie a un caro
compagno, proviamoci a godere almeno un alto picco di genialità umana.

Nel senso di rapire, eh.