Non è questione di tifoserie, non è questione di colori sociali. Per Lazio e Juventus, anzi, nutro anche una certa avversione, vuoi per le tifoserie apertamente destrorse - quando non proprio fasciste - vuoi per l'essere da sempre la squadra del padrone, vuoi per la città e per il quartiere in cui sono nato. Ma sospendere il campionato, vietare le trasferte, reprimere e reprimere e reprimere, se a sparare dovesse essere stato un agente di polizia, sono reazioni che mi fanno pensare soltanto a una cosa: una società che tenta di sopprimere la violenza tra tifosi, può permettersi di ripetere a intervalli regolari la violenza di stato? Si può aspirare, pubblicamente e in un linguaggio diplomatico, alla pace continuando ad uccidere?
Sospendere il calcio?
Sospendete il piombo.