Titolo:
La Mummia (
Ленин)
Anno di produzione: 1917-2007 (alla faccia delle lavorazioni brevi)
Regia: Vladimir Il'ič Ul'janov
Cast: Oliver Dilibert, Frank Jordan, Maurice Jasperrs, Luke Volontè, Sergio Boschiero (ma questo chi cazzo è?)
Trama: In occasione del novantesimo anniversario dell'Impero dei Faraoni Sovietici,
un avventuriero proveniente da un noto paese del Mediterraneo si lancia nell'ardua impresa di scovare la mummia del primo capostipite della dinastia Bolscevica, allo scopo di poterla portare nella sua patria, conservandola per sempre come un tesoro. Ma la maledizione che aleggia sul corpo di Lenin provocherà una serie di reazioni paranormali che daranno filo da torcere al nostro eroe, fino all'inaspettato finale.
Recensione: L'ultima fatica di Ul'janov, noto per il suo capolavoro
(Le Tesi di) Aprile, da non confondere con
Aprile del dilettante Nanni Moretti, porta con sè una poetica di stampo post-surrealista che pochissimi maestri del cinema mondiale potrebbero esprimere con la giusta modulazione. Fin dalla prima scena, lo spettatore rimane a bocca aperta nel seguire le folli avventure di un Oliver Dilibert che non sembrava più capace di tanta grinta dai tempi di
Fallo con me il testa a testa, lo split-movie interpretato da lui e Silvio Berlusconi. Azione e intrigo si mescolano quando il malvagio Maurice Jasperrs tenta di bloccare l'eroe nella sconfinata terra sovietica (l'esito del suo complotto dovrebbe essere palese, essendo Jasperrs stato chiamato a recitare de Ul'janov per la sua maestria nell'interpretare personaggi cattivi quanto stupidi). Ma la vera chicca è assicurata dall'esordiente Sergio Boschiero, il cui personaggio si rivela essere un'altra mummia - bendata con le insegne dei Savoia - risvegliata dalla maledizione gravitante attorno alla salma di Lenin. Momenti di grande ilarità ci sono invece regalati da Luke Volontè, che come sempre, dimostra di saper fare del
nonsense e dell'ignoranza una perla del cinema comico. Assolutamente vivido e forte lo sguardo basito della folla, che come un personaggio corale, riempie la narrazione per immagini con la sua presenza quasi muta ma imponente: da non perdere la battuta in cui uno dei quattro milioni di precari che viene a sapere dell'impresa di Dilibert esclama "
Ma qua noi stiamo con le toppe al culo e questo invece che allo stato sociale pensa alle mummie?". Una vera perla della cinematografia internazionale di ogni tempo.
Voto: 90 su 100 (non osiamo immaginare cosa uscirà fuori per il centenario)