Lo ammetto.
L'ho fatto.
Probabilmente, non avrei potuto resistere nemmeno se le occasioni fossero state più propizie. Ma questa mattina, in casa mia, non c'è nessuno che non abbia un minimo di malanno. E io, come spesso accade, sono quello che sta meno peggio. Aggiungendo a tutto questo il fatto che i miei filtri sono finiti, viene da sè che la persona designata per portare giù il quinto elemento della famiglia, l'adorabile Fly, pastore tedesco ma non troppo, dall'intestino perennemente in subbuglio, ero proprio io.
Dopo una rapida e sommaria vestizione, mia e dell'adorata canide, scendo nella piazza sotto casa per favorire i suoi bisogni fisiologici. Fino a qui, tutto bene. C'è persino il sole, su Roma Sud, stamattina. Il resto del lavoro lo fa il Quartetto per Archi Op.132 negli auricolari. Ma bisogna andare a comprare i filtri.
Ma.Inizio a camminare lungo una delle tante viuzze del quartiere. Io amo il Quadraro. E' il quartiere più bello del mondo. Lego Fly a un palo, una volta arrivato davanti al bar tabacchi, ed entro. Davanti a me sono una ragazza - una bella ragazza, davvero, avrà trent'anni ma ne dimostra al massimo venti - con in mano un giornale. E' l'Unità. Ed è questo che fa scattare in me la serendipità violenta e vendicativa.
Pago, prendo i filtri, ed esco.
Ma non faccio il percorso dell'andata a ritroso.
Allungo di qualche dozzina di metri, fino ad arrivare alla locale sede dei DS.
Strapiena.
Perchè oggi, è il giorno delle primarie.
Ed è lì che lo faccio. Mi avvicino alle persone in coda. Uno degli organizzatori sta tentando di regolare il flusso, modesto, ma comunque non risibile. Parlo ad alta voce.
Damiel: Scusi... scusate...
L'organizzatore e i votanti mi guardano. Un bambino si avvicina a Fly e la coccola. Qualcuno dice di domandare pure.
Damiel: E' qui che si vota per le primarie del Partito Democratico, immagino.
Fila di persone e organizzatori annuiscono. Sorridono. Una signora mi dice che c'è la fila, ma sì, si vota qui. Sorride.
Damiel: Quindi è qui che votate per il leader del PD. Il PD. Quello che Berlinguer no e Craxi sì, giusto?
I sorrisi si spengono. Di botto, come nei film. Hanno evidentemente capito dove voglio andare a parare. Non risponde nessuno. Tra la folla riconosco la coppia che abita al quinto piano del mio palazzo. Due vecchi compagni, da sempre. Sono i primi ad abbassare lo sguardo, perchè io non sorrido, anzi, sono molto serio. Per fare cose del genere, ci vuole una gran faccia come il culo, e una buona dose di serietà. Continuo.
Damiel: Un po' però vi vergognate, eh?
Non risponde nessuno. Anche altri abbassano la testa verso il pavimento. Il bambino continua a giocare con Fly, che sembra godersela. Beata innocenza di entrambi. Mi giro, e ce ne andiamo. Nessuno mi ha nemmeno mandato a piammelanderculo, un augurio parecchio in voga dalle mie parti.
Questo vuol dire che in effetti, un po' si vergognano.
E allora forse una minima speranza c'è.