Ho finalmente chiuso i libri, e ne ho anche chiuse un paio, ma continuo a non avere troppo sonno. Scartando la tentazione della pornografia, a un certo punto, navigare in rete non offre poi così tanti svaghi. Comincio a pensare che il web abbia esaurito le sue potenzialità, tra l'altro tralasciando di occuparsi di opere molto importanti. Non capisco proprio come non sia mai venuto in mente a nessuno di scrivere una
Sociologia dei File Ricevuti (cartella universalmente riconosciuta come il merdaio più grande del pianeta), o una
Epistemologia del CSS. E dire che qualcuno, in Facoltà da me, pensava addirittura di laurearsi con una tesi sul suono di avvio di Ubuntu (
tuturutattàtuturututtà, per intenderci). Certo, potrei essere io l'autore di questi tomi fondamentali, ma sono troppo impegnato nella stesura della mia
Semiotica delle Cazzate, un volume che rivoluzionerà il concetto stesso di "segno" e quello di "significato", con buona pace di Francis Ford Coppola (questa, come sempre,
è per conoscitori raffinati).
Anche se devo ammettere che già vedo all'orizzonte del mio successo letterario schierarsi un manipolo vigliacco pronto ad urlare: "E' troppo facile così! Cazzate se ne fanno tutti i giorni!". Ditelo a me, che un giorno mi sono svegliato faccia nella sabbia, solo e seminudo a Capocotta, dopo una dancehall in spiaggia. Ma comunque, sono pronto a replicare: l'indagine sulle cazzate - per come la gestisco io - è roba seria, mica bruscolini. Io
indago a ritroso nel tempo e
come l'uomo del Monte,
dico di sì solo alle cazzate migliori. Guardate questa foto:
La riconoscete tutti? Si tratta di una foto dell'installazione
dei tre bambini de merda di Maurizio Cattelan, a Milano, correva l'anno 2004. Ora, dico io, se un autoproclamatosi artista decide di appendere tre manichini inquietanti a un albero, e per di più ha l'autorizzazione del Comune, lasciamoglielo fare. Pure il matto di Tor Bella Monaca che ha scritto sulla via del 20 Express "
COME SE SALVEREBE IL MONDO CO LE MINIOTIE CHE SE A FANO COI NEGRI", ha i suoi problemi, scrive delle cazzate immense che lui ritiene "arte", ma non è che nessuno se la prende con lui. E tu da un altro del genere - prendiamo, che ne so, Maurizio Cattelan - non ti aspetti nulla di differente, tutt'al più penserai che mentre il matto di Tor Bella prende le pasticche al Centro d'Igiene Mentale, Cattelan le prenderà in un
loft ultralusso a Porta Romana. Che la sua installazione era innocente, anzi, poteva anche dare un tocco di folklore,
c'era arrivato anche Vittorio Sgarbi, che notoriamente non ha mai capito un cazzo in vita sua.
E invece no. No.
Come potete leggere tranquillamente
qui (eccole, le mie fonti storiografiche) il riciclo dei manichini del negozio 012 Benetton ad opera di Cattelan scatenò reazioni terrificanti da parte dei consiglieri comunali di Alleanza Nazionale. Tanto per citare fedelmente, Stefano di Martino disse: "
Così si dà sfogo alla fantasia malata della gente. Un'amministrazione di centrodestra non dovrebbe promuovere questi progetti". Parole pesanti, insomma. Che certo, testimoniano come quelli di AN abbiano un QI ancora minore di Sgarbi e di Cattelan, però a ben pensarci
AN è sempre stata un baluardo dei valori tradizionali.
Non ti aspetteresti
mai, insomma,
che loro possano fare lo stesso, no?
Guardate questa foto:

Questa forse non la riconoscerete, di foto. Eppure sta su tutti i giornali. Si tratta dei
21 manichini impiccati agli alberi di Napoli, come segno di protesta nei confronti dell'amministrazione locale, l'altroieri. Chissà quale oltraggio al pudore, chissà quale fantasia malata avrà potuto compiere tale atto! In una città come Napoli poi, che attualmente sembra una polveriera. AN difenderà i valori morali a spada tratta anche questa volta?
No. Semplicemente no.
Come potete leggere
qui, ma ancor meglio
qui, sembrerebbe proprio che i promotori di questa iniziativa appartengano ad
Alleanza Nazionale. Che (cito dal noto giornale scandalistico, il Corriere) tanto per non farsi sgamare hanno ben pensato di non lasciare tracce:
"Secondo fonti della Digos partenopea, che indaga sulla macabra messa in
scena (con lo slogan «Addio a 'stu munno 'e munnezza!») , la
responsabilità dei manichini - appesi senza testa né arti - sarebbe
legata al circolo di An del quartiere Vicaria-Mercato. Sui manifesti
sarebbe segnalato anche il blog del capogruppo provinciale Luigi
Rispoli."
A questo punto, le ipotesi sono diverse. Invidia nei confronti di Cattelan ("
ci ha pensato prima lui, ma ora noi ne mettiamo 21! Siamo più forti, gah, gah!")? Pura e semplice mancanza di pudore? Assenza di raziocinio? Forse. O forse, soltanto
un'altra cazzata. Spero che questo estratto dal mio futuro capolavoro abbia giustificato l'esistenza stessa del mio operato. Comunque, vi terrò al corrente di ogni sviluppo della vicenda. Chissà se Cattelan, adesso, querelerà per plagio il partito di Fini?
Ma magari se prima gli danno le pillole non se ne accorge nemmeno, e pensa alla sua prossima opera.
Immondizia per le strade, come installazione segnale del degrado.
Che magari i napoletani non lo querelano, lo spellano vivo.