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	<title>Damiel</title>
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	<description>[teorie e tecniche di una jyhad quotidiana]</description>
	<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 23:37:35 +0000</pubDate>
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		<title>Dispositivi Verbali</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 23:37:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Damiel</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[[considerazioni inattuali]]]></category>

		<category><![CDATA[bloom]]></category>

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		<description><![CDATA[ua]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="Are you on drugs? Or are you right?" src="http://romanempress.files.wordpress.com/2009/01/drugs-are-u-on-drugs-you-bad-evil.jpg" alt="" width="366" height="329" /></p>
<p style="text-align: left;">No. Non c&#8217;è nulla per cui indignarsi nelle <a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/morte-cucchi-2/giovanardi-cucchi/giovanardi-cucchi.html"><strong>parole di Giovanardi riguardo alla morte di Stefano Cucchi</strong></a>.<br />
Anche in questo caso, c&#8217;è da analizzare, discernere fino in fondo.<br />
E comprendere come le parole possano essere dispositivi, funzionali tanto quanto un&#8217;autostrada, un tornello, una telecamera di sorveglianza.</p>
<p>Non mettiamoci a ricostruire tutta la storia relativa alla morte di Stefano - per moltissimi particolari, l&#8217;ennesima uccisione firmata dallo Stato - visto che per quello c&#8217;è già abbastanza materiale in giro per la rete. Ci basta sottolineare che, chiaramente, Stefano è morto a causa di lesioni provocate da mano umana. Il teorema della &#8220;<em>caduta dalle scale a causa dell&#8217;epilessia</em>&#8221; non ha mai attecchito. Non poteva. Le immagini hanno fatto il loro giro, e quando è il corpo a parlare - anche nell&#8217;orrore tragico di quelle condizioni - non c&#8217;è menzogna che tenga.<br />
Questo è l&#8217;unico elemento che ci interessa: il dato oggettivo e reale.<br />
Un <strong>omicidio a freddo</strong>, compiuto attraverso botte, calci, pugni e chissà cos&#8217;altro.</p>
<p style="text-align: left;">Eppure, Carlo Giovanardi sostiene che Stefano Cucchi sia morto &#8220;<em>perché drogato, anoressico e sieropositivo</em>&#8220;. Qualcuno potrebbe pensare di trovare una contraddizione, almeno la prima di una lunga serie, tra queste parole e la realtà. <strong>Ma non è affatto così</strong>. Giovanardi può proseguire quanto vuole - e difatti, lo fa - parlando delle conseguenze derivate da queste tre condizioni, ma è solo contorno, dialettica, <em>sofisma</em>. Il punto centrale del suo messaggio al Bloom è semplicemente in quella frase.<br />
Stefano Cucchi, per Giovanardi, <strong>è morto perché non corrispondente a una normalità prestabilita</strong>.<br />
Eccolo, il dispositivo.</p>
<p>Nel cadavere putrescente che qualcuno chiama ancora società, bisogna stare attenti alla casella in cui ci si piazza - o in cui, nella maggior parte dei casi, si viene piazzati. Tutte schiavizzano, nullificano, esorcizzano la possibilità di <em>vivere</em> liberamente, come singolarità e come <em>comuni</em>. Alcune caselle, però ,permettono di sopravvivere agiatamente, altre di sopravvivere in condizioni pietose, ma al riparo dalla violenza fisica amministrata dall&#8217;Impero: <strong>altre ancora, espongono quotidianamente al rischio di morire</strong>. Un <em>drogato</em>, un <em>anoressico</em>, un <em>sieropositivo</em> (ma ancora, un <em>barbone</em>, un <em>clandestino</em>, un <em>transessuale</em>), sono etichettature che, nelle regole di questo gioco perverso, prevedono la morte come ipotesi <em>sempre praticabile</em>. Creare soggetti anomici, percepibili come &#8220;diversi&#8221; e &#8220;pericolosi&#8221;: dopodiché, arrestarli, ucciderli, <em>curarli</em>.<br />
Nella legislazione corrente sulle droghe, ad esempio, <strong>non stupisce come i tre termini siano praticamente intercambiabili</strong>.</p>
<p style="text-align: left;">Per Giovanardi, è normale che sia stata la droga ad uccidere Stefano Cucchi.<br />
Avrebbe potuto scegliere un&#8217;altra casella - un lavoro onestamente precario e onestamente sottopagato, uno sfogo differente, magari davanti alla  televisione di domenica - e avrebbe avuto ancora la vita.<br />
Perché, secondo alcuni, la scelta è tra il vivere come dicono loro <em>o </em>morire.<br />
Ma ormai si capisce.<br />
La verità, è che si tratta di vivere come dicono loro <em>e </em>morire.<br />
Stefano lo ha saputo, prima di chiudere gli occhi per sempre.<br />
<strong>Per chi rimane, fare finta di niente, è ormai ancora più difficile</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Echi nel Deserto: Non si discute più di politica</title>
		<link>http://damiel.dailyjyhad.com/2009/11/05/echi-nel-deserto-non-si-discute-piu-di-politica/</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 12:07:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Damiel</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[[considerazioni inattuali]]]></category>

		<category><![CDATA[femminismi]]></category>

		<category><![CDATA[femminismo a sud]]></category>

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		<category><![CDATA[movimento]]></category>

		<category><![CDATA[non si discute più di politica]]></category>

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		<description><![CDATA[[è giusto sottolineare e propagare parole che si condividono a pieno. Da Femminismo a Sud, riproposto qui con gioia]

Non si sa più discutere di politica. E non è mica un problema che riguarda solo i maschi. L’abbiamo introiettato anche noi a tal punto che diventa impossibile andare oltre i personalismi.
Immaginate una situazione tipo: ci sei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[<em>è giusto sottolineare e propagare <a href="http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2009/11/03/non-si-discute-pi-di-politica"><strong>parole che si condividono a pieno</strong></a>. Da <a href="http://femminismo-a-sud.noblogs.org/"><strong>Femminismo a Sud</strong></a>, riproposto qui con gioia]</em></p>
<p style="text-align: center;"><em><img class="aligncenter" title="Non si discute più di politica" src="http://femminismo-a-sud.noblogs.org/gallery/77/siteoneOfJizLee.jpg" alt="" width="320" height="495" /></em></p>
<p><span><span>Non si sa</span></span> più discutere di politica. E non è mica un problema che riguarda solo i maschi. L’abbiamo introiettato anche noi a tal punto che diventa impossibile andare oltre i personalismi.</p>
<p><span><span>Immaginate</span></span> una situazione tipo: ci sei tu e un’altra che discutete di un qualunque argomento. Ciascuna esprime una opinione diversa.</p>
<p><span><span>Facciamo finta </span></span>che si discuta di una scelta di governo. Tu la compi e a me non piace e te lo dico. Ti spiego anche il perché e all’improvviso tu sposti la discussione sulle mie emorroidi, perché di questi tempi se non ti guardano fin dentro il buco del culo non son contenti. Perciò quello che dico non va bene perché io ho la stitichezza, mi faccio le pippe e vado a trans.</p>
<p><span><span>Se io ho </span></span>tutti ‘sti problemoni non posso aver detto una cosa giusta e così la discussione finisce in un troiaio senza fine.</p>
<p><span><span>In italia </span></span>questo metodo è usato a destra e a manca. La sinistra lo usa perché non ha argomenti seri di opposizione politica giacchè parla tanto e poi vota in aula e in commissione le leggi che propone il centro destra.</p>
<p><span><span>E’ capitato</span></span> che sia passato lo scudo fiscale perché tanti membri del pd erano in viaggio vacanze e per una volta che avrebbero potuto far bocciare una proposta della destra invece l’hanno lasciata passare. E’ capitato che le proposte sulla sicurezza e sui migranti siano state votate e che in fatto di laicità pezzi del pd abbiano votato in favore del centro destra.</p>
<p><span><span>Se non c’è </span></span>nulla da ridire per fare la differenza si passa allora all’esplorazione del retto ed è bell’e spiegato il perché si accaniscono in faccende di letto e alla scoperta delle vene varicose di chiunque.</p>
<p><span><span>Tutto ciò </span></span>porta a vendette e rancori perché il personale/politico inteso in senso femminista è ben lontano dallo sviscerare le emorroidi altrui ed è per questo che chi di gossip ferisce di gossip perisce.</p>
<p><span><span>Il metodo</span></span> subumano è però conosciuto anche nelle retrovie, negli ambienti meno potenti e persino in quelli movimentisti nei quali la delegittimazione della persona equivale alla distruzione della critica politica.</p>
<p><span><span>Sarà per</span></span> questo che ogni volta che si prova a produrre una discussione adulta e matura bisognerebbe tenersi a parte un contenitore nel quale rinchiudere tutte le notizie succulente da riutilizzare nel caso la discussione andasse male.</p>
<p><span><span>Ricordo</span></span> i tempi dell’antimafia: l’offesa peggiore per neutralizzare una donna era “lesbica” o “puttana”.</p>
<p><span><span>Poi nei </span></span>movimenti, ci sono quell* che ti insultano se sei pover*, se sei ricco, parlano di garantismo e si battono contro le galere ma poi ti trovano strane colpe da scontare e se sei donna, perché quello non cambia in nessun luogo, a volte ti danno della “lesbica” o della “puttana”.</p>
<p><span><span>Poi tra le</span></span> femministe, ci sono quelle che ti dicono che non sei abbastanza “femm” o abbastanza “ista”, che parli solo con le donne o tradisci chiacchierando con gli uomini, che hai le emorroidi, pippi e vai a trans.</p>
<p><span><span>Poi ti trovi </span></span>tra puttane, lesbiche e trans e allora è un po’ complicato trovare qualcosa da dirti ma volendo si può trovare un’altra accusa perché quella si trova sempre.</p>
<p><span><span>Si fa di tutto </span></span>pur di non discutere di politica. Funziona che se non sei d&#8217;accordo allora provano a isolarti dal branco e ti tolgono il saluto. Così ci tocca rimediare ed è bene fare una confessione totale e consegnarla al soggetto con il quale si intende dissentire: sono femm, sono ista, ho le emorroidi, la stitichezza, bruciori di stomaco, qualche volte ho acne spaventosi, qualche neo, smagliature post parto, cellulite, rughette di espressione, vene varicose, due denti del giudizio andati a male e gli altri due in fin di vita, un herpes da insolazione recidiva, mi drogo, vado a trans, sono gay, sono lesbica, sono bisex, sono puttana e rutto dopo i pasti e qualche volta faccio scorregge persino…</p>
<p><span><span>E dopo averlo</span></span> detto magari esigere di ricominciare a discutere di politica..</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Scacco di Classe</title>
		<link>http://damiel.dailyjyhad.com/2009/11/04/scacco-di-classe/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 22:18:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Damiel</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[[racconti sparsi]]]></category>

		<category><![CDATA[racconti]]></category>

		<category><![CDATA[rivoluzione]]></category>

		<category><![CDATA[scacchi]]></category>

		<category><![CDATA[scacco di classe]]></category>

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		<description><![CDATA[
Ripescato per caso in una cartella di vecchi documenti. Probabilmente in un buon giorno per farlo.
A vent&#8217;anni dalla liberazione di Marx. Sputando sulle nostalgie. Ma non per questo, rinunciando a ironizzare.
Dedicato a posteriori a uno che porterò sulla &#8220;barca della rivoluzione&#8221;.
Il racconto si può scaricare cliccando qui.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="Chess" src="http://www.gallery-gabrichidze.com/chess1.jpg" alt="" width="411" height="310" /></p>
<p>Ripescato per caso in una cartella di vecchi documenti. Probabilmente in un buon giorno per farlo.<br />
A vent&#8217;anni dalla liberazione di Marx. Sputando sulle nostalgie. Ma non per questo, rinunciando a ironizzare.<br />
Dedicato a posteriori a uno che porterò sulla &#8220;barca della rivoluzione&#8221;.<br />
Il racconto si può scaricare cliccando <a href="http://s5.histats.com/stats/r.php?58166&amp;100&amp;14&amp;urlr=&amp;damiel.dailyjyhad.com/wp-content/uploads/2009/11/scacco-di-classe.pdf"><strong>qui</strong></a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Flou</title>
		<link>http://damiel.dailyjyhad.com/2009/11/03/flou/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 22:19:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Damiel</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[[considerazioni inattuali]]]></category>

		<category><![CDATA[flou]]></category>

		<category><![CDATA[indefinitezza]]></category>

		<category><![CDATA[sfocatura]]></category>

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		<description><![CDATA[
Rimpiangere qualcosa a posteriori della sua distruzione è, nella quasi totalità dei casi, ingenua idiozia. E, per quanto mi riguarda, è meglio così. L&#8217;alternativa si rivelerebbe essere, altrimenti, una calcolata e malcelata appropriazione per spirito di revanscismo, una nostalgia posta alla buona per mascherare fini ancora più abietti. Eppure, la malinconia per quello che non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-434 aligncenter" title="paule" src="http://damiel.dailyjyhad.com/wp-content/uploads/2009/11/paule___2_by_matmoon.jpg" alt="Flou. Mais pas les yeux" width="376" height="564" /></p>
<p style="text-align: left;">Rimpiangere qualcosa a posteriori della sua distruzione è, nella quasi totalità dei casi, ingenua idiozia. E, per quanto mi riguarda, è meglio così. L&#8217;alternativa si rivelerebbe essere, altrimenti, una calcolata e malcelata appropriazione per spirito di revanscismo, una nostalgia posta alla buona per mascherare fini ancora più abietti. Eppure, la malinconia per quello che <em>non c&#8217;è più </em>- altro affare dall&#8217;intera gamma di emozioni sperimentabili nei confronti di quello che non c&#8217;è <em>ancora</em> - racconta molto, a chi ha voglia di capire, oltre che di ascoltare.</p>
<p style="text-align: left;">Una breve parentesi, ora.</p>
<p>Andy Warhol ha gettato i semi della sua propria distruzione. Il post-modernismo ha fatto lo stesso. Appena si è potuto chiamare, etichettare, in definitiva <em>controllare</em> quello che potenzialmente poteva rappresentare il pensiero di un dato presente, ecco che si è disinnescata ogni sua possibilità di cambiamento del reale. I quindici minuti di gloria non sono divenuti quindici minuti di infamità, anzi. Si sono trasformati nei quindici minuti di <em>verità</em>.<br />
La vera pugnalata è stata questa.<br />
E se la aspettava soltanto chi era già troppo <em>dis-adiacente</em> per esserne ferito.</p>
<p style="text-align: left;">Mi capita praticamente in continuazione di tentare di relazionarmi a persone che non lanciano mai contro di me il proprio corpo, o le proprie inclinazioni. Nella maggior parte dei casi, lo scontro avviene con un qualcosa di inerte e definito, di morto <em>e quindi</em> - dal perverso punto di vista che va così per la maggiore - capace di consistenza. L&#8217;impatto si verifica con uno qualsiasi dei quindici minuti di verità.<br />
Ciò che viene prima dello scontato <em>-ismo</em>, non importa.<br />
D&#8217;altronde, raramente i prefissi possono fare la differenza.<br />
Il punto è che non dovrei, e non dovremmo, stupirci di ciò. Nessun punto fisso in almeno vent&#8217;anni, non la minima ombra di una tangibilità che rimettesse in contatto i corpi con le forme-di-vita, beh, sono assenze che qualche conseguenza l&#8217;avranno pure avuta. Allora avanti, idioti <span style="font-family: Trebuchet MS,Arial,Geneva;"><span style="font-family: Trebuchet MS,Arial,Geneva; font-size: x-small;"><span style="font-family: SLGreek; font-size: small;">(ἰδιώτης)</span></span></span>. C&#8217;è un&#8217;intera galassia di discorsi vuoti e ideologie obese, da far cozzare, per poi rimanere impressionati dalle scintille che scaturiscono dall&#8217;attrito.<br />
L&#8217;importante è tenere bene a mente che quella luce non scalda come un fuoco.<br />
Quella luce, sfortunatamente, <em>non è</em> un incendio.</p>
<p style="text-align: left;">Le trovatelle e gli orfani delle stabilità, voltate le spalle già da tempo all&#8217;indefinitezza, potrebbero anche sapersi ammantare di tanta foschia, di tanta sfocatura - di tanto <em>flou</em>. E tuttavia,<br />
nello sguardo complice,<br />
nell&#8217;orgia,<br />
nello scontro,<br />
nell&#8217;abbraccio,<br />
potrebbero ritrovarsi.<br />
Decifrarsi, riconoscersi e <em>sentirsi</em> come qualcosa di potenzialmente vero.<br />
Sperimentare tanto e tanto fino ad incontrare il vero.<br />
E scaldarsi tanto, gli uni con gli altri, da dar fuoco ad ogni cosa.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Zapping</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 21:04:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Damiel</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[[considerazioni inattuali]]]></category>

		<category><![CDATA[[i've seen the fnords]]]></category>

		<category><![CDATA[[teorie e tecniche di una jyhad quotidiana]]]></category>

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		<description><![CDATA[
Vent&#8217;anni di controrivoluzione. Vent&#8217;anni di controrivoluzione [crach] preventiva. / &#8230; la comunicazione&#8230; è nemica delle idee perché le è essenziale dissolvere tutti i contenuti. L&#8217;alternativa è / [puntina] Schnelle Füße, rascher Mut! Schützt vor Feindes List und Wut! [crach, encore] / &#8220;il resto sostanzialmente è una stronzata&#8221; / &#8230;non si tratta più, o meglio, non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="The Invisibles - Cover Art Volume 3, Issue 10" src="http://www.robertjpetersen.com/invisibles/three/v3_10.jpg" alt="" width="400" height="606" /></p>
<p style="text-align: left;">Vent&#8217;anni di controrivoluzione. Vent&#8217;anni di controrivoluzione [crach] <em>preventiva</em>. / &#8230; la comunicazione&#8230; è nemica delle idee perché le è essenziale dissolvere tutti i contenuti. L&#8217;alternativa è / [<em>puntina</em>] <em>Schnelle Füße, rascher Mut! Schützt vor Feindes List und Wut!</em> [crach, <em>encore</em>] / &#8220;il resto sostanzialmente è una stronzata&#8221; / &#8230;non si tratta più, o meglio, non ancora di azione (<em>praxis</em>), propriamente parlando, ma di creazione (<em>poiesis</em>)&#8230; / &#8220;più esattamente, è un rovesciamento della normale <em>logica costituita</em> a dare senso al tutto&#8221; [crack] / &#8230; &#8220;Preferisco il Tricheco&#8221;&#8230; &#8220;Preferisco il Falegname&#8221;&#8230; &#8220;Bene, erano tutti e due dei pessimi tipi&#8221;&#8230; / [CHUT!] / &#8230;un&#8217;organizzazione inedita per la presenza di&#8230; / quello che non ti aspetti / &#8220;<strong>Sta tutto in ciò che non vedi, nei vuoti&#8230; l&#8217;Invisibile</strong>&#8220;.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Una metafisica critica potrebbe nascere come scienza dei dispositivi&#8230;&#8221;</title>
		<link>http://damiel.dailyjyhad.com/2009/08/15/una-metafisica-critica-potrebbe-nascere-come-scienza-dei-dispositivi/</link>
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		<pubDate>Sat, 15 Aug 2009 09:28:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Damiel</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[[considerazioni inattuali]]]></category>

		<category><![CDATA[download]]></category>

		<category><![CDATA[metafisica critica]]></category>

		<category><![CDATA[pdf]]></category>

		<category><![CDATA[scienza dei dispositivi]]></category>

		<category><![CDATA[tiqqun]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Trovare le regolarità, i concatenamenti, le dissonanze;
ogni dispositivo ha la sua piccola musica
che bisogna leggermente scordare,
distorcere incidentalmente, far entrare in decadenza,
in perdizione, facendola uscire dai cardini. [...]
In un certo senso la questione rivoluzionaria
è ormai una questione musicale&#8221;
Tiqqun

A cura dell&#8217;Istituto Benjamenta, finalmente disponibile la traduzione in PDF de &#8220;Una metafisica critica potrebbe nascere come scienza dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><em>&#8220;Trovare le regolarità, i concatenamenti, le dissonanze;<br />
ogni dispositivo ha la sua piccola musica<br />
che bisogna leggermente scordare,<br />
distorcere incidentalmente, far entrare in decadenza,<br />
in perdizione, facendola uscire dai cardini. [...]<br />
In un certo senso la questione rivoluzionaria<br />
è ormai una questione musicale&#8221;<br />
</em><strong>Tiqqun</strong><em><br />
</em></p>
<p style="text-align: left;">A cura dell&#8217;<a href="http://planbbureau.splinder.com/post/21126243/TIQQUN%0A%0A%26amp%3Bquot%3BUna+metafisi" target="_blank"><strong>Istituto Benjamenta</strong></a>, finalmente disponibile la traduzione in PDF de &#8220;<em>Una metafisica critica potrebbe nascere come scienza dei dispositivi&#8230;</em>&#8220;, di <strong>Tiqqun</strong>, scaricabile <a href="http://files.splinder.com/2e78df3774f69f6e6570c9ad934a5d6b.pdf"><strong>qui</strong></a>. Buona lettura.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Fête des Partisans - 21-23 agosto, Tarnac</title>
		<link>http://damiel.dailyjyhad.com/2009/08/13/fete-des-partisans-21-23-agosto-tarnac/</link>
		<comments>http://damiel.dailyjyhad.com/2009/08/13/fete-des-partisans-21-23-agosto-tarnac/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 13 Aug 2009 11:39:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Damiel</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[[i've seen the fnords]]]></category>

		<category><![CDATA[21-23 agosto]]></category>

		<category><![CDATA[festa dei partigiani]]></category>

		<category><![CDATA[fête des partisans]]></category>

		<category><![CDATA[soutien 11 novembre]]></category>

		<category><![CDATA[tarnac]]></category>

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		<description><![CDATA[
Info su www.soutien11novembre.org.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="Fete des Partisans - Tarnac" src="http://soutien11novembre.org/IMG/png/ecran.png" alt="" width="420" height="546" /></p>
<p style="text-align: left;">Info su <a href="http://www.soutien11novembre.org"><strong>www.soutien11novembre.org</strong></a>.</p>
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		<title>Medea</title>
		<link>http://damiel.dailyjyhad.com/2009/08/10/medea/</link>
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		<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 14:32:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Damiel</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[[i've seen the fnords]]]></category>

		<category><![CDATA[ecografia di una potenzialità]]></category>

		<category><![CDATA[femminismi]]></category>

		<category><![CDATA[medea]]></category>

		<category><![CDATA[questioni di genere]]></category>

		<category><![CDATA[riappropriazione del corpo]]></category>

		<category><![CDATA[riappropriazione della vita]]></category>

		<category><![CDATA[tiqqun]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-405 aligncenter" title="Medea - Tiqqun" src="http://damiel.dailyjyhad.com/wp-content/uploads/2009/08/prov.jpg" alt="Medea - Tiqqun" width="418" height="489" /></p>
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		<title>Elu.De.Dis.Co.</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Aug 2009 09:16:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Damiel</dc:creator>
		
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-400 aligncenter" title="What are you looking at?" src="http://damiel.dailyjyhad.com/wp-content/uploads/2009/08/whatareyou.jpeg" alt="What are you looking at?" width="412" height="257" /></p>
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		<title>Della nostra gioia come questione d&#8217;offensiva - Parte III: Prodromo al disagio diffuso</title>
		<link>http://damiel.dailyjyhad.com/2009/07/20/della-nostra-gioia-come-questione-doffensiva-parte-iii-prodromo-al-disagio-diffuso/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Jul 2009 20:17:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Damiel</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[[considerazioni inattuali]]]></category>

		<category><![CDATA[autonomia]]></category>

		<category><![CDATA[bloom]]></category>

		<category><![CDATA[disagio diffuso]]></category>

		<category><![CDATA[gioia]]></category>

		<category><![CDATA[questione d'offensiva]]></category>

		<category><![CDATA[società]]></category>

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		<description><![CDATA[(continua da qui)
di&#124;sà&#124;gio
s.m.
 (etim.) composizione dal prefisso negativo latino &#8220;dis-&#8221; e &#8220;adiacens&#8220;, ovvero &#8220;che non giace presso, che non è adiacente, che non è vicino&#8221;.
1 mancanza di agi e comodità; condizione o situazione incomoda, spiacevole: patire, sopportare grandi disagi, i disagi di un lungo viaggio &#124; una vita piena di disagi, piena di stenti, povera.
2 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(<em>continua da <a href="http://damiel.dailyjyhad.com/2009/06/11/della-nostra-gioia-come-questione-doffensiva-parte-ii-ceci-nest-pas-un-rire/"><strong>qui</strong></a></em>)</p>
<p><strong><span class="lemma">di<span class="pipelemma">|</span>sà<span class="pipelemma">|</span>gio</span></strong><br />
<em><span class="qualifica" title="sostantivo maschile">s.m.</span></em><br />
<span class="descrizione"> (<em>etim.</em>) composizione dal prefisso negativo latino &#8220;<em>dis</em>-&#8221; e &#8220;<em>adiacens</em>&#8220;, ovvero &#8220;che non giace presso, che non è adiacente, che non è vicino&#8221;.</span><br />
<span class="descrizione"><strong><span class="ac">1</span> </strong>mancanza di agi e comodità; condizione o situazione incomoda, spiacevole: <em>patire</em>, <em>sopportare grandi disagi</em>, <em>i disagi di un lungo viaggio</em> <span class="pipe">|</span> <em>una vita piena di disagi</em>, piena di stenti, povera.<br />
<strong><span class="ac">2</span></strong> senso di imbarazzo, d’impaccio: <em>trovarsi</em>, <em>sentirsi</em>, <em>essere a d.</em>, <em>mettere a d. <span title="qualcuno">qcn.</span></em><br />
<strong><span class="ac">3</span></strong> <span class="mu" title="obsoleto, di uso solo letterario">(<em>letterario</em>)</span> mancanza di ciò che è necessario: <em>acciò che di mangiare non patisse d., seco pensò di portare tre pani</em> (Boccaccio).<br />
<strong>4</strong> condizione prima e permanente di allontanamento dai canoni della finzione sociale; sensazione di incompatibilità con il mondo, le sue leggi, le sue dinamiche: <em>vivere il d., riconoscimento del d.</em><br />
<strong>5</strong> <em>d. diffuso</em>: operazione attiva di rottura su molteplici livelli delle relazioni consuete della società di mercato e di quella statale; creazione dell&#8217;autonomia attraverso la diserzione, consapevole o meno, del sistema imperante; processo sperimentale di attivazione della potenza rivoluzionaria insita nel Bloom; <em>il nostro non è un malessere, perché lo stato patologico è quello che siete, non ciò che noi sperimentiamo. Il nostro è allontanamento e invasione, sparizione dall&#8217;ufficiale ed ingresso nel vero. Il nostro è disagio diffuso</em> (Anonimo)<br />
</span></p>
]]></content:encoded>
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