Coup de chance

Chance. Come, ad esempio, un concerto della Brigada Flores Magon, a due passi da casa e con due amici che per caso, dall’Italia, passano di qui e ti trascinano con loro. Ah, Paris la belle!

Chance. Come, ad esempio, un concerto della Brigada Flores Magon, a due passi da casa e con due amici che per caso, dall’Italia, passano di qui e ti trascinano con loro. Ah, Paris la belle!
“Quello che io penso sia utile è di avere il governo il più vicino possibile a me e lo stato, se proprio non se ne può fare a meno, il più lontano possibile dai coglioni” (da Senzapatria, 14 agosto 1991)
“Nel trasformare in musica cantata una poesia non esiste un’antinomia radicale. Esiste, semmai, l’esigenza formale di volgarizzare quella poesia, nel senso di modificarne il lessico interpolandolo con un linguaggio volgare, che possa raggiungere sentimento e ragione di un uditorio più vasto. Tutto ciò con l’aiuto della magia della musica, che rimane l’unico linguaggio universale che io conosca” (da Una Goccia di Splendore, 2007)
“Libertà l’ho vista dormire nei campi coltivati / a cielo e a denaro, a cielo ed amore, protetta da un filo spinato / Libertà l’ho vista svegliarsi ogni volta che ho suonato / per un fruscio di ragazze a un ballo, per un compagno ubriaco” (da Il Suonatore Jones, in Non al Denaro, Non all’Amore Né al Cielo, 1971)

Già dieci anni. Ci manchi, Faber.