Giovedì, 15 maggio 2008
Pitagora era un grande uomo. Aveva studiato matematica, e scoprì i numeri perfetti. Scoprì anche i numeri primi. E scoprì persino che la somma dei quadrati costruiti sui cateti è uguale al quadrato costruito sull'ipotenusa. Scoprì un sacco di cose, insomma, e se la tirava particolarmente. Fondò una religione sul suo culto, mandò in giro la voce di poter fulminare le persone con lo sguardo, e visto che non amava troppo le fave, proibì a tutti quelli che volevano imparare le addizioni e le sottrazioni presso la sua scuola di non nominarle nemmeno, figuriamoci mangiarle. Visto che Pitagora era anche un discreto suonatore di lira, iniziò a sostenere che tutto il mondo era costituito da armonia e numeri. I numeri erano perfetti, e anche l'armonia era qualcosa di perfetto, perchè erano numeri che si rapportavano tra di loro in maniera precisissima. Infatti, Pitagora - che probabilmente sapeva suonare la lira quanto un mutilato della Grande Guerra - era solito avvicinarsi ai suoi discepoli, pizzicare una corda a vuoto, e poi pizzicare una corda dell'esattà metà della lunghezza, per poi dire a tutti che la matematica in musica era grande, perchè produceva un'ottava precisa, e quindi lui aveva scoperto la Verità. Dopodichè, per vincere ogni resistenza, suonava una corda lunga due terzi di quella originale, e il suono che usciva fuori era una quinta rispetto alla nota originaria. E ad ogni dimostrazione più complessa, se la tirava sempre di più: iniziò a non pagare più il conto al ristorante, a farsi chiamare "Lui", e ad assumere tutta una serie di atteggiamenti poco piacevoli. Tanto, qualsiasi cosa gli avessero detto, lui avrebbe risposto con "tanto solo io capisco l'Armonia delle Sfere", e le persone si sarebbero ritirate, un po' offese, ma consapevoli di essere ignoranti, di fronte a tanto genio. Tutto sembrava andare per il meglio, per Pitagora. Finchè un bel giorno, un ragazzino si avvicinò e gli disse qualcosa.
Bambino: "Pitagora?" Pitagora: "Eccolo qui" (Pitagora era troppo tamarro per non parlare di sé in terza persona) Bambino: "Ho un problema" Pitagora: "Non esistono problemi, per Pitagora" Bambino: "Non riesco a suonare la radice quadrata di 2" Pitagora: "Ora Pitagora ci pensa"
Pitagora ci pensò, ma si rese conto di trovarsi davanti a un numero che se ne fotteva altamente della perfezione, dell'Armonia delle Sfere, e di Pitagora. Il bambino stava per insistere, ma Pitagora non gliene diede modo. Infatti, velocemente, si gettò in un campo di fave e si suicidò.
Fine di Pitagora.
Mercoledì, 14 maggio 2008
" La religione è un insulto alla dignità umana. Con o senza di essa,
avremmo persone buone che fanno buone azioni e persone malvagie che
fanno azioni malvagie. Ma per far fare cose malvagie a persone buone,
occorre la religione." (Steven Weinberg) Non sono solito scrivere post composti da mere citazioni, ma certe cose vanno rimarcate. E alcune parole sanno veicolare un messaggio in maniera eccelsa. Weinberg avrà anche i suoi difetti - vedi in politica estera - ma in materia di religione, raramente qualcun altro ha saputo condensare meglio un pensiero che dovrebbe essere universalmente frutto di una conquista collettiva. La libertà dall'oscurantismo religioso. Giusto per sottolineare l'ovvio, che non fa affatto male, di questi tempi. Salutate tutti gli alberi di Genova. Su, fate ciao con la manina.
Martedì, 13 maggio 2008
Ora, io capisco che - eccezion fatta per Giovanni Lindo Ferretti e Buttiglione, che solo con parecchi escamotage potrebbero venire considerati esseri intelligenti - il numero dei vostri fedeli sia in netto calo. Ma per recuperare un minimo di credibilità di fronte al mondo intero, siete davvero sicuri di volervi accattivare le simpatie dei complottisti dell'Area 51? Certo, dopo aver creduto per secoli alla teoria geocentrica, alle streghe, alle allucinazioni di pastorelle invasate e ai miracoli di un prete sotto formalina, non è difficile far entrare gli omini verdi nel pantheon cristiano cattolico. Ma non è una grande pubblicità per la vostra azienda. Così state palesando il vostro essere mentecatti, e non avete nemmeno la scusa della difesa della vita. Detto questo, però, chiariamo una cosa, così, fuori verbale. Se è un modo per mandare Ferrara su Saturno alla ricerca di consensi, siete dei furboni. E ve ne saremo tutti grati.
Il fatto che Bondi scriva delle poesie, mi dà una fiducia pressocché infinita nelle mie capacità letterarie. La darebbe a chiunque.
Lunedì, 12 maggio 2008
IPOTESI: Qualsiasi malattia che costringa a letto per più di una semplice notte, si manifesta al proprio organismo solo ed esclusivamente allo scopo di: a) segnalare alla persona una data debolezza nello stato psico-fisico, obbligandolo a recuperare le forze in vista di - ad esempio - un piano misterioso, o un viaggio, o un capitolo della Jyhad particolarmente impegnativo. b) consentire all'ammalato di fuggire per qualche giorno dalla propria vita fatta di sogni, lotte, e belle precarie, e gettare uno sguardo sul mondo visto attraverso la lente perversa della televisione. NOTA A MARGINE: Magari per vedere la Carfagna Ministro (?) delle Pari Opportunità (?) essere d'accordo con Benedetto XVI (!), o Brunetta esclamare "colpirne uno per educarne cento". E vabbè, ma ridateci "Questo Triste Mondo Malato", se l'andazzo è questo qua.
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