Perle di saggezza"Non conosco altre bombe, che un libro"
Stéphane Mallarmé Pagine speciali |
Mercoledì, 2 gennaio 2008Un Utero, Vi PregoTrackbacks
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e infatti noi siamo già belle che incazzate!
ps: è bello leggerti. veronica
Però se scendete in piazza, evitate le separatiste
P.S.: Ti ringrazio e ti abbraccio, a presto.
Certe proposte non dovrebbe essere consentito neanche che si... proponessero.
Ma mia cara, anche l'oscurantismo è tornato di moda
vedi damiel, la vita è un diritto inalienabile di ognuno di noi. noi non abbiamo il diritto di toglierla a nessuno, soprattutto se si tratta di creature indifese come gli embrioni.
penso che sia assurdo che in un paese civili sia ancora legale disfarsi dei bambini come se fossero spazzaura o roba indesiderata. la moratoria contro l'aborto è un dovere, in quanto la vita è un diritto di tutti.
Il problema, Andrea, è definire il campo di "vita". Visto che probabilmente il concetto di "vita" in un embrione, consiste nella capacità autonoma di sopravvivenza dell'embrione stesso, questa possibilità non è presente fino alla 22° settimana di gestazione (a tenersi larghi, perchè la scienza ufficiale piazza l'inizio alla 24°). In Italia, l'aborto terapeutico è praticato entro il terzo mese di gravidanza (quindi le settimane sono 12, quasi la metà). Di conseguenza, sarebbe improprio parlare di "vita" autonoma in un processo cellulare di questo tipo. Se poi si intende "vita" come "coscienza umana dell'individuo", allora il problema è ancora un altro. Perchè allora - se e solo se la "coscienza umana dell'individuo", che alcuni chiamano "anima" venisse provata - si potrebbe anche accettare la "vita" in un embrione (senza comunque mettere in discussione il diritto all'aborto, in un contesto sociale come il nostro), ma non si spiegherebbe come mai i cattolici continuino ancora a rifiutarsi di staccare la spina a chi è cerebralmente morto.
Diritto alla vita per me ha sempre significato diritto a una vita che valga la pena di essere chiamata tale. Condannare - ad esempio - una ragazza, magari per colpa della violenza di qualcuno , ad essere "madre per forza" non tutela la vita nè della madre, nè del figlio. Perchè li obbligherebbe a vivere una famiglia innaturale, non voluta. E fin troppo spesso (basta guardarsi intorno e saper riflettere) ad una vita di stenti. Saluti
In realta', prima di criticare una proposta, bisognerebbe capirla. la moratoria contro l'aborto non si propone di impedire gli aborti, ma di sospendere politiche governative attivamente a favore dell'aborto. C'e' una bella differenza. Quale? E' presto detto: se una donna vuole abortire, ha tutto il diritto di farlo, in piena liberta', anche se l'idea della moratoria fosse accettata. per cui, quando dici "Condannare - ad esempio - una ragazza, magari per colpa della violenza di qualcuno , ad essere "madre per forza" non tutela la vita nè della madre, nè del figlio" non si applica al caso di specie. nessuno sta proponendo di impedire gli aborti.
Comunque davvero concettualmente non capisco: se e' cosa buona e giusta impedire la pena di morte, come si puo' ritenere ingiusto porsi delle domande sui 43 milioini di aborti all'anno nel mondo?
In realtà, prima di considerare capita un'azione, bisognerebbe pensare anche alle sue conseguenze a breve, medio e lungo termine. La moratoria in questione, pur avendo come "solo" fine quello di, ti cito, "sospendere politiche governative attivamente a favore dell'aborto", provocherebbe dei danni ben più gravi di quelli che si colgono a una prima lettura. Perchè sospendere le politiche attive a favore dell'aborto significherebbe non solo pagare un tributo ideologico alla Chiesa ('sti cazzi della Chiesa, facciamo esercizio di laicità e fottiamocene noi in primis), ma anche creare una zona d'ombra nella gestione dell'interruzione di gravidanza da parte di strutture competenti (leggi: chi garantirebbe la possibilità per una donna di abortire, di fronte alla piaga dell'obiezione di coscienza in merito all'aborto?) . Il risultato?
Molti delegherebbero a: a) viaggi in cliniche estere b) ricorso alle "mammane" in paese c) abbandono del bambino (nato, e lui sì, vivo, altro che l'embrione) in un cassonetto Su un diritto già al centro di controversie oscurantiste, bisognerebbe fare la massima chiarezza, non il contrario. E comunque, nemmeno io capisco, concettualmente, come tu possa paragonare la condanna a morte di uomini e donne all'interruzione di gravidanza. La pena capitale prevede l'uccisione di uno o più uomini, decretata dalla "giustizia"; l'aborto si limita ad eliminare le condizioni (organiche e cellulare) che possibilmente (quanti casi di aborti spontanei, ogni anno?) potrebbe portare a una nuova vita.
Damiel, il problema e' che quello che tu descrivi come scenario futuro potrebbe avverarsi. Ma anche no, per usare un'espressione crozziana. mi sembra una visione un po' catastrofista, con donne che vanno dalle mammane, con viaggi in clinche.... ti ripeto: magari si'. Ma anche no.
Lo ripeto: nessuno si sogna di impedire alle donne di abortire. Ci mancherebbe altro. Sul secondo punto, hai ragione, le differenze sono notevoli: da un lato si condannano a morte persone che hanno commessi crimini abbastanza gravi. Dall'altro si ammazza una vita che non ha fatto assolutamente niente di male. Scrivere, come fai tu, che " l'aborto si limita ad eliminare le condizioni (organiche e cellulare) che possibilmente (quanti casi di aborti spontanei, ogni anno?) potrebbe portare a una nuova vita" e' un'aberrazione intellettuale. E siccome ho leggiucchiato il tuo blog, e mi pari una persona intelligente, ne deduco che scrivi cio' solo per spirito polemico. Se cosi' non fosse, non saprei che dirti. Non si tratta di eliminare condizioni organiche (ma che stai a di'???) che potrebbero portare a una nuova vita, ma scientemente interrompere una vita gia' esistente (che tra l'altro secondo il diritto privato italiano e' anche gia' soggetto di diritto).
Nessuno spirito polemico, mi limitavo a dirti la mia (e al riguardo, avrai notato, sono estremamente razionale, preferendo affidarmi alla scienza). L'aberrazione, dunque e casomai, è scientifica quando si consideri l'embrione "vita" e non "spes vitae", vita in potenza (che non è soggetto di diritto, ma soggetto di studio del diritto: l'articolo 1 del codice civile italiano garantisce il diritto alla vita a tutti gli esseri umani, dal momento *della nascita*, non del concepimento. Quello che si dibatte è proprio la possibilità di intendere la nascita "in esteso"). Ma come ti dicevo, il problema non è a parer mio l'immediata querelle morale che ne sta uscendo: il dramma sta nelle conseguenze, che puzzano terribilmente di oscurantismo e diritti se non proprio negati, "taciuti".
Sfortunatamente per me, sono cinico a riguardo di un futuro roseo, ma vedo che tu sei ancora speranzoso: mi augurerò, nel caso questa moratoria dovesse riscuotere successi, che tu abbia ragione e che un diritto fondamentale di ogni donna non venga prima o poi cancellato da un "non expedit"
Sulla questione del diritto privato, e' roba complessa (il nascituro puo' ricevure donazioni e eredita'...). Ci si scannano giuristi da anni, non saremo noi a risolvere il problema...
Comunque e' bene che di queste cose se ne parli. Non e' possibile che ogni volta che si parli di aborto il tutto si limiti a grida allucinanti da un lato e dall'altro. E te lo dico da laico, a favore del mantenimento della legge sull'aborto. mah.
Ricordo che dovrebbe essere pratica normale di un paese civile garantire ai propri cittadini la POSSIBILITA' DI SCELTA, ma scegliere in modo ugualmente garantito, sia che si voglia portare avanti una gravidanza sia che la si voglia interrompere, come consentito dai termini di legge. Va al di la di qualsiasi immagnazione dover girare mezza Roma per trovare un posto che ti prescriva la pillola del giorno dopo ad esempio: che un preservativo si rompa può succedere e per legge la pillola del giorno dopo DEVE ESSERE PRESCRITTA se la si richiede. Non è normale che chi dovrebbe fare questo lavoro ti faccia le prediche su quanto secondo lui sia sbagliato e che egli stesso decida a titolo puramente personale di non fornirti un servizio di questo tipo (pagato profumatamente tra l'altro). In questo paese di merda non esiste la libertà di scelta e laddove anche ci dovesse essere - ma differente dalle linee guida della santa chiesa - viene scoraggiata in tutti i modi, ricacciata come una cosa sbagliata. Chi decide cos'è giusto o sbagliato? Perchè devo sorbirmi uno stronzo che mi fa un pippone su quanto sono amorale se vado ad acquistare un farmaco che posso liberamente richiedere e che per legge MI DEVE ESSERE PRESCRITTO?
Maurè, magari se si farà la moratoria sull'aborto, poi però il PD farà una grande campagna sull'uso del preservativo... sai, che loro sono un po' di qua, un po' di là.
Comunque sia, un'altra campagna di promozione ben lanciata la stanno già facendo tutti, non te ne sei accorto?
come si fa a parlare di aborto in una discussione fra soli uomini??
la cosa che mi fa+ incavolare non è la proposta in sè, ma è appunto il correlarla alla questione sulla pena di morte... ma qualcuno si rende conto di cosa significa abortire per una donna? ma cosa credete che non sia sempre e comunque un trauma subire un'intervento simile? e non parlo a solo a livello fisico, ma anche sopratutto psichico e di coscienza. Non sono mai e dico MAI scelte facili, ma ci sono situazioni, come quella succitata della violenza, o di altra natura, che solo la singola madre può sentire, e lei e lei sola può in cuor suo decidere come operare. Apparte il fatto che la 194 non mi pare una legge che inciti deliberatamente all'aborto; nell'art 5 è ben chiaro come la donna debba essere assistita nella sua scelta, di come il personale medico debba in qualche modo mostrarle l'aborto come l'ultima delle soluzioni possibili nel caso di difficoltà fisiche, sociali, economiche ecc.. Piuttosto che lanciare moratorie inutili, bisognerebbe ideare proposte risolutive. Perchè il punto sconcertante è l'esistenza, di un'altra legge, quella sulla fecondazione assistita, contenente una norma che vieta la diagnosi preimpianto, cosicchè nn è possibile sapere se gli embrioni erediteranno gravi malattie da una coppia di genitori che ne è affetta. La stessa obbliga però la donna a impiantarsi tutti gli embrioni prodotti, e, solo dopo l'impianto, consente l'analisi del feto, e l'aborto in caso di malformazione dello stesso. Ma stiamo scherzando?? L'aborto non è un gioco da ragazzi, non è per diffidate dalla Chiesa, per donne senza una morale o dei pricipi, come sembra che si voglia ribadire con discorsi da talebani . Ognuna di noi ha una coscienza, e la 194 ci permette di essere libere di utilizzare questa coscienza, ci permette di non morire per la vergogna bigotta ancora imperante.
cara damiel, per lo stupro la questione è un'altra e ben più complessa, così come nel caso la nascita del bambino comporti la morte della madre.
ma, fondamentalmente, l'embrione è un essere vivente, è un essere umano dotato di caratteristiche che tutti i viventi hanno. per questo bisogna dare anche a lui la possibilià di crescere e di vivere la propria vita. come tutti i viventi meritano.
Sai, Andrea "teocon1990", sei veramente un fenomeno, tu! Sinceramente non so per quale motivo stia scrivendo questo commento, perché solitamente mi piace parlare con gente che conservi quanto meno un minimo di dignità e di coerenza, possibilmente accompagnate da una conoscenza quanto meno elementare dei rudimenti della logica e della lingua italiana; ma giuro, leggere "vedi damiel, la vita è un diritto inalienabile di ognuno di noi. noi non abbiamo il diritto di toglierla a nessuno, soprattutto se si tratta di creature indifese come gli embrioni" il 3 gennaio e "cara damiel, per lo stupro la questione è un'altra e ben più complessa, così come nel caso la nascita del bambino comporti la morte della madre" (ti do un'informazione: damiel non è una donna) il giorno dopo è troppo. Voglio dire, vero è che anche le alte gerarchie ecclesiastiche sono state capaci di acrobazie se possibile ancora più temerarie, ma a livelli simili non è neanche più divertente! E che cazzo, uno prova a passare sopra al mare di stronzate, al pressapochismo, alla superficialità con cui si sputano sentenze a proposito di argomenti sui quali non si ha evidentemente cognizione alcuna; ma un simile stupro della logica e del buon senso, davvero, è ingiustificabile. Ma non vi scappa da ridere, a rileggervi?
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