Se state leggendo questo messaggio... vuol dire una cosa sola. Mi sono realmente alzato alle sei e mezza per seguire una lezione. Molti non potranno capire tale anomalia, ma è significativo. Molto significativo.
(in macchina sulla Cristoforo Colombo, ma al ritorno. Dopo aver calcolato che sul computer di Francis la parola "male" compare ben 3484 volte, ed essersi ripuliti una mezza bottiglia di brandy armeno [sic], i nostri due tornano verso il quartiere di Damiel, venendo affiancati da una macchina con tre ragazze - di cui due decisamente carine - appena tornate dal litorale. Risuona nello stereo, dalla compilation del fratello di Francis, "Il Triangolo", di Renato Zero)
Fra: (ormai disincantato dalla vita) ... no... ti prego, no... Damiel: (canta, con voce più allegra) ...mentre io rischiereeeeeeeeei... di trovarmi al buio tra le braccia luuuuuuui... Fra: Ma perchè anche ora? Cambiamo, cazzo! (schiaccia nervosamente il dito sul tasto dell'avanzamento di traccia) Damiel: (ascolta la canzone, e dopo due battute, la riconosce) Ma è "I Will Survive" di Gloria Gaynor! Fra: (ripete il gesto, ossessivamente) Tanto te sei cotto, che te frega, eh? Damiel: (riconosce "I Don'T Feel Like Dancin'" degli Scissor Sisters ed esplode) ... BUT I DON'T FEEL LIKE DAAAANCIN' WHEN THE OLD JOANNA PLAYS... (si lancia in balletti ridicoli sulla postazione del passeggero, imitando il video della canzone in questione) Fra: (accelera e avanza di 5 metri rispetto alla macchina delle ragazze, prima di bloccarsi nel traffico, sconsolato) Almeno così posso risparmiarmi l'umiliazione di guardarle negli occhi.
(in macchina sulla Cristoforo Colombo, alle 11 e 30 del mattino. Stereo a cannone e compilation di pezzi musicali altamente discutibili, selezionati dal fratello dell'allegro Francis. Risuona "I Don'T Want To Miss A Thing" degli Aerosmith, colonna sonora del film Armageddon)
Damiel: (abbassa il finestrino) Sentila... sentila 'sta felicità anni '90! Fra: (irritato) Potresti smetterla? Damiel: (cantando) 'cause I miss you baaaaaaaaaaaaabe, and I... Fra: ...perchè devi sempre farmi passare per gay, quando giriamo in macchina? Damiel: (continuando a cantare) ...don't waaaaaaaant miss a thiiiiiiiiiiiiiiiiing oh yeaaaaaaaaah... Fra: ...e perchè proprio oggi, che siamo nel mio quartiere e sembro vestito davvero da gay?
Damiel: senti, è ancora valido l'invito da te, oppure ho il nullaosta per rotolarmi nel fango, questa domenica? Fra: no no Fra: è valido Fra: cioè, se vuoi veni' dopo esserti rotolato nel fango Fra: puoi, eh Fra: male che vada te faccio mangia' vicino al cane, che se sente sempre molto solo Damiel: grazie, Fra Damiel: sei un amico vero
Visto che non mi sono ancora prestato - e non so nemmeno se lo farò più avanti su queste pagine - ad un' "analisi" della vittoria di Alemanno a Roma, ma visto che sembra essere giunto il momento degli sfoghi liberatori, lo scrivo. Il titolo di questo post non è da intendersi come un'arcaizzazione dell'articolo determinativo maschile, ma come una dichiarazione aperta. Ecco.
Via e-mail, principalmente. Oppure puoi provare con un rito di evocazione. In quel caso, occhio ai sigilli e agli ammenicoli. Correresti il rischio di chiamare qualcuno di incazzoso, su questa terra. Non che l'idea non mi faccia piacere, anzi.