Sabato, 31 maggio 2008
E questa gente particolare, ci terrei a sottolinearlo, frequenta gente ancor più particolare. Questa mattina, dopo una nottata di lavoro, sono riuscito a controllare la mia posta elettronica a un paio di giorni di distanza dall'ultimo scaricamento mail. Ma ben visibile tra i fiumi di spam, Viagra e Cialis da consumare, ho trovato qualcosa di particolarmente inatteso, soprattutto in una giornata del genere. E visto che ho promesso alle persone di cui sopra - particolarissime, ma a cui voglio un gran bene, forse anche per questo - di pubblicare la ricetta della torta di Padre Pio, se mai l'avessi ricevuta, eccola qui. La accompagnano note a margine e un'attenta riflessione. DOLCE DI PADRE PIO
IMPORTANTISSIMO: non si usa sbattitore elettrico, non si conserva in frigo, non si fa' in un contenitore di plastica. (se è di lattice come il corpo attuale di Padre Pio, potete fare un'eccezione)
MERCOLEDI' (1° Giorno): versare il lievito in un contenitore d'acciaio o di vetro, più un bicchiere di farina e uno di zucchero.
GIOVEDI' (2° Giorno): mescolare bene. (ovvero, cercate di smuovere il composto organico fermo da un giorno)
VENERDI' E SABATO (3° e 4° Giorno): non toccare.
DOMENICA (5° Giorno): aggiungere un bicchiere di latte, un bicchiere di farina, un bicchiere di zucchero, non mescolare. (sia mai, eh)
LUNEDI' (6° Giorno): mescolare tutto. (munirsi di trivella allo scopo)
MARTEDI', MERCOLEDI' E GIOVEDI' (7°, 8° e 9° Giorno): non toccare. (i batteri, ormai senzienti, non gradirebbero)
VENERDI' (10° Giorno): togliere dall'impasto tre mezzi bicchieri per darli a tre persone care. (possibilmente persone che vi hanno inserito nelle loro volontà testamentarie) Al rimanente impasto aggiungere:
3 bicchieri di farina
1 bicchiere di latte
1 bicchiere di olio di semi
100 gr di uvetta
1 mela a pezzettini
2 uova intere
1 bustina di lievito (come se nel frattempo non ci fosse una cultura batterica degna di Pasteur, là dentro)
Mescolare il tutto, esprimere 3 desideri con fede (con FEDE!), poi infornare a 180° per 40 minuti.
Questo dolce non si butta e non si rifiuta! (ma nemmeno si mangia, vista la completa tossicità)
Mi è stato consigliato di provare a realizzare la torta, regalando poi i tre bicchieri di impasto a tre miei carissimi amici. Manco morto. Piuttosto, regalo tutto ai locali cielle di Facoltà, nella speranza che lasci tutti a terra tra atroci dolori e sofferenze. Con la consapevolezza, che se un'intossicazione alimentare di quel tipo dovesse poi creare loro solo allucinazioni a sfondo sacro-mistico, avrei creato dei mostri.
Ma sicuramente sarebbe qualcosa di meno repellente del contenuto di quel bicchiere, a vederlo così. Saluta persino con la mano. Meglio i bambini, no?
Mercoledì, 28 maggio 2008
Il ballerino albanese di Amici di Maria viene picchiato selvaggiamente durante un balletto, al grido di "ti rispediamo in Albania". Chissà se anche qui non si tratterà di un'aggressione di chiara matrice xenofoba e politica. La soluzione al problema del rigurgito neofascista, comunque, si profila essere quella di essere ammessi nel corpo di ballo di Canale 5 o Rete 4. Protezione assicurata da fascisti e precarietà: nessuno chiuderà mai le emittenti televisive abusive che vi danno il lavoro.
Contemporaneamente, Alemanno vorrebbe intitolare una via ad Almirante - ma solo col consenso della comunità ebraica, eh - ed etichetta gli aggressori di San Lorenzo - quelli di Forza Nuova, eh - come degli "imbecilli". Confusione in Campidoglio. Nella stessa giornata, Fiano del Partito Democratico legge un testo in "difesa della razza" di Almirante, mentre i suoi colleghi di partito predispongono nuovi sgomberi nei campi rom, e Fini sostiene che "le parole di Almirante sulla razza sono vergognose". Confusione in Parlamento.
Tuttavia, pare che vogliano cambiare la Legge Merlin sulle case chiuse, almeno in parte. Saggiamente, ci si adegua perchè a puttane non ci vada soltanto la società come sovrastruttura ideale.
Sono convinto che, se si riesce a ricordare tutto ciò che c'è da ricordare, nonostante una giornata veramente ai minimi storici, qualche soddisfazione ce la si possa prendere, sia tra gli uomini o nel cielo. Dunque tralasciando ogni facezia come incidenti stradali, perdita di ausili ottici, distruzione accidentale di scaldabagni e campanelli, mi concedo due sottolineature. Metaforiche, eh. Primo: ancora si parla di "rissa" tra "opposti estremismi", e tutto il mondo fatica a comprendere come l'aggressione di ieri a via De Lollis sia stata una pura e semplice aggressione fascista. Se la maggioranza della società di questo paese pensa ancora che, considerando antifascisti e squadristi come "ideologie radicali contrapposte", il problema non li tocchi, bisognerebbe scrivere sui muri la bella frase sentita qualche tempo fa: IL FASCISMO NON ESISTE FINCHE' NON TOCCA VOSTRO FIGLIO. E poi, ancora con questa storia dell'antifascismo come ideologia dell'odio. Secondo voi si è antifascisti per odio, o per dignità nei confronti di chi non può accettare il razzismo, la xenofobia, il pensiero unico e l'intolleranza? Fine della discussione. Secondo: oggi è il 28 maggio. Il clangore delle lame, dei bastoni e delle spranghe non cancella la memoria di ciò che è stato, quel giorno di trentaquattro anni fa, a Piazza della Loggia, a Brescia. Ne nascono altri cento. Soltanto questo: ne nascono altri cento.
C'è sempre una certa riluttanza, da parte mia, ad assecondare certe iniziative legate alla rete. Ma viste le condizioni di partenza di questa - due dei promotori sono dei miei carissimi amici, compagni onesti e critici seppur non della mia stessa area, e il fine è sacrosanto - mi permetto di postare e far circolare questo comunicato inviatomi da Emanuele e Tiziana. Sperando che a tutto questo possa poi seguire qualcosa di più concreto, di più umano e "vivo". E comunque poi, diciamoci la verità: poter pensare il 2 giugno come qualcosa di diverso dal "giorno della parata buffonesca", è abbastanza allettante, no? Il clima venutosi a creare in Italia è sempre più irrespirabile. Le forze conservatrici stanno attuando una involuzione culturale e sociale
che sta portando il Paese verso derive fasciste, illiberali e razziste. Basta osservare la caccia alle streghe contro gli stranieri, le aggressioni squadriste contro compagne/i e ragazze/i, la discriminazione contro gli omosessuali, il bavaglio imposto a giornalisti “scomodi”, ecc... Di episodi ultimamente ce ne sono stati molti. Troppi. Dall’uccisione di Nicola al raid al Pigneto a Roma. La notizia riguardante le aggressioni fasciste alla Sapienza di Roma è quindi solo l’ultima di una lunga serie di accadimenti violenti, di cui la matrice fascista è la drammatica costante. Tutto questo é inaccettabile per chiunque ha a cuore la libertà, l'eguaglianza e la tolleranza. Perciò abbiamo deciso di indire per il 2 giugno una giornata di lotta contro l'intolleranza: ogni blog che si riconosce nei valori elencati parteciperà esponendo sul suo blog il logo speciale che vedete in questo articolo per dimostrare la sua volontà di non cedere all'avanzata dell'intolleranza che ha investito questo paese. L’invito a chi legge è quello di riportare questo comunicato sul proprio blog quanto prima nel tentativo di rendere più visibile possibile questa iniziativa, e di riproporre in un secondo momento il logo nella data indicata. Diamo un segnale: combattiamo il razzismo e il fascismo.  P.S: lo so, non andrebbe messo subito, ma rende troppo l'idea di come il fascismo sia l'archetipo del rifiuto. In ogni senso.
Martedì, 27 maggio 2008
Il disagio ha la capacità di assumere tantissime forme. Disagio è, e può essere, una notte in bianco passata a chiedersi insistentemente " perchè?", come disagio è, e può essere, la rabbia nei confronti di una società alienante, che invita i suoi membri allo sfruttamento reciproco per poter meglio essere sfruttati da un unico padrone. Disagio è l'incapacità di comunicare il proprio sé agli altri, l'impossibilità di affermare la propria esistenza attraverso la realizzazione delle proprie speranze, l'impotenza provata di fronte alle crudeltà perpretrate dai potenti sui più deboli. L' aggressione di oggi a La Sapienza, invece, è un atto probabilmente premeditato da un gruppo di persone - burattini nelle mani di chi, con una bieca propaganda revisionista capace di attaccare solo su idioti di calibro notevole, vuole comunque fare gli interessi dei padroni - che non si sono fatti scrupoli ad attaccare con bastoni e spranghe un gruppo di ragazzi qualunque (solo "un po' meno servi" di quanto non fossero loro) per il gusto di difendere un'identità "ribelle" che non hanno. E non l'hanno perchè non esiste. Questo non è disagio. E' fascismo. E il fascismo, quando non avrà più compagni, rom, rumeni, omosessuali - insomma " nemici" - da attaccare, attaccherà a caso, come la bestia impazzita della Repubblica di Salò e del fascismo storico post '43. Attaccherà anche quelli che non avevano considerato possibile il suo ritorno, favorendolo. Attaccherà anche quelli che hanno sostenuto lo sdoganamento di Alleanza Nazionale, quelli che " ognuno è libero di pensarla come vuole"; quelli che " si stava meglio quando si stava peggio". Tenete a mente il manico di piccone nella foto, dunque. E' più vicino, più reale, di quanto voi vi sareste potuti immaginare, nos petites-bourgeoises. Solo che noi, questo, lo sapevamo già. Per questo siamo pronti. Per questo siamo antifascisti.
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