Sabato, 29 marzo 2008
Di sabato, senza preavviso, ci si può anche svegliare e sentire l'esigenza di fare dei conti. Si può aprire lo sguardo intorno a se stessi, senza aver ancora detto una parola. E si può calcolare rapidamente quello che c'è, e quello che non c'è.
C'è un bel sole d'aprile, anche se aprile non c'è. C'è del caffé in tazza da riscaldare, anche se non ci sono cornetti al cioccolato. C'è una miriade di conti da fare, e i soldi, quelli non ci sono mai. Non c'è più vino da nessuna parte, ma c'è un forte mal di testa. Come del resto, c'è un gran dolore alle gambe, ma non c'è un altro odore insieme al mio. C'è la terza traccia di un album perfetto, ma nessuno con cui ascoltarla. Non c'è nessuno a cui dedicare la poesia che invece c'è, in una pagina presa a caso di un libro pescato a caso. C'è l'eco di una serie di sogni buffi, però significativi, ma non c'è nessuno a cui raccontarli. E poi non c'è un altro corpo nel letto con me.
Ma a questo non riesco davvero a contrapporre alcuna presenza. Solo speranze, ed è già tanto.
Venerdì, 28 marzo 2008
TRACCIA:Considerando il fatto che, in occasione di una festa di laurea di un carissimo amico e compagno, al ristorante non vi è limite al vino servito al tavolo, calcolate il numero esatto di minuti prima che una discussione dell'intera tavolata sulla Macchina di Turing non si trasformi in un surreale discorso collettivo su una fantomatica Macchina di Turi (nel senso dell'automobile nuova di Salvatore, uno dei calabresi al tavolo al fianco al vostro). SVOLGIMENTO: 12 minuti e 31 secondi, approssimativamente. Ma il mio barcollare potrebbe essere stato indice d'errore.
Martedì, 25 marzo 2008
Il Re muove volontariamente sull'erba e si lascia dare scacco.
Lunedì, 24 marzo 2008
Io capisco, giuro. Capisco che ci si tenga a sottolineare come un certo voto possa essere un voto "di parte". Capisco anche che in tutta la confusione del momento (confusione che dura da anni, per alcuni), si fatichi a trovare uno straccio di creativo in grado di realizzare una campagna elettorale veramente vincente. Però, amici e amiche di Rifondazione Multicolore (che chiamarvi "compagni e compagne" è un'offesa per i compagni e le compagne sul serio), io se fossi in voi, eviterei di attacchinare manifesti con la faccia dei vostri candidati accompagnata dalla scritta "IL VOTO PARZIALMENTE UTILE".
Sembrate del latte andato a male. Sì, più di quanto non siate già.
Ultimamente, va di moda parlare di foibe. Ma va di moda parlarne così, superficialmente. Sì, siamo stati un po' cattivelli, noi nazisti. Cioè, loro, i nazisti. Noi fascisti che c'entravamo. Certo che anche voi partigiani... Eh, come di che parlo! Le foibe. Cinquemila morti, minca fichi secchi. Non è vero? Cinquanta al massimo? Molti corpi erano di istriani buttati lì dai fascisti? Ma no, scherziamo! Almeno mille, duemila italiani. Poveri italiani! Glielo assicuro, guardi, almeno ottocento, li abbiamo contati. E vuole che non si siano putrefatti? Vuole che i putrefatti, non li contiamo? La putrefazione, è italiana! Che vuol dire che non posso saperlo? Lo so, lo so bene io! Sono italiano!
Cazzate italianissime. Poi, durante il giorno di Pasquetta, si parla superficialmente. Non va a nessuno di contare. Ma i dati - non le cazzate - sono quelli da sessantaquattro anni. Trecentotrentacinque morti ammazzati. Dieci per ogni militare nazista ucciso. Più altri dieci per un altro soldato morto in ritardo. E altri cinque, perchè al generale Kappler quella mattina girava così. Parlate di foibe, parlate del vago. Le verità precise scottano ai revisionisti. Come la memoria.
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