Venerdì, 4 gennaio 2008
Sogno un mondo dove Carlo Conti, in diretta TV all'interno del suo programma "L'Eredità", si alzi in piedi urlando "La parola misteriosa signora, è ABBACCHIO! Sì, signora, proprio ABBACCHIO", per poi vagare seminudo e infoiato per lo studio, cercando soubrette da molestare, come è di moda nell'ambiente dello spettacolo e del centrodestra. E la RAI costretta a sospendere le trasmissioni per "problemi tecnici e prove tecniche di trasmissione".
No, in effetti mi piacerebbe soltanto - tra una pausa e l'altra dalla Storia - riuscire a cambiare template. Non credo di riuscirci, ma ci proverò, o al limite tornerò ad analizzare la democrazia italiana dal '46 al '70. Prove tecniche di trasmissione.
Dieci minuti alle nove. Apro gli occhi. Dritto in cucina. Prima il caffè da mettere su, poi in bagno a lavarsi, vestirsi. Il caffè esce dalla macchinetta nello stesso tempo che il computer impiega ad accendersi. Nel frattempo, Moleskine: appunti per oggi, una scorsa alla giornata di ieri. E mentre leggo quei fogli di carta, giro il primo spino. Verso il caffè, trangugio il mix zuccherato nella tazzina, accendo il joint e leggo feed e ANSA. Spengo il pc, prendo i libri e i quaderni, saluto, esco di casa.
E tutto questo in dieci minuti, segno che l'orologio biologico meccanico funziona ancora. Benvenuta, sessione invernale.
Mercoledì, 2 gennaio 2008
So che la frase inizia a diventare ripetitiva, quando esce dalle mie labbra, ma se avessero proposto una "moratoria contro l'aborto" a me, io mi sarei incazzato come una faina due volte. Perchè una volta mi incazzerei - come sto facendo - in quanto essere umano, ma la seconda in quanto donna. Poi che nessuno se ne esca con un " chi l'avrebbe mai detto", quando il Partito Un Po' Laico Ma Anche Un Po' Vaticano comincerà a tassare anche i profilattici, per non dispiacere al Santo Padre. Binetti e Ferrara? " + GAY - CEI". Perchè noi sappiamo giocare con le sonorità.
Io non domando molto, al dibattito politico attuale. Al momento non mi interessa, sinceramente, avere migliaia di interlocutori per discutere sull'imposizione mediatica del Presidente francese, sulla grammatica culturale vigente, sull'antagonismo collettivo che dovremmo utilizzare come risposta, no. Non sono nemmeno particolarmente interessato ad un'immediata tavola rotonda sulla situazione palestinese, o sulla terribile minaccia che il precariato rappresenta per noi. Però che cazzo. Che cazzo.
Se dopo aver studiato almeno un minimo di storia, e dopo aver vissuto un periodo come il 2001-2006 in Italia, qualcuno è ancora intenzionato a fare proposte di questo tipo, allora è palese: deve essere un istinto troppo forte, oppure una maledizione lanciata a mo' di combo da Pio IX e Vittorio Emanuele II e Benito Mussolini e Solcazzo Chi. Che sia Fini ("Presidente della Repubblica alla Francese") o sia Veltroni ("il Sindaco d'Italia"), alle istituzioni italiane, ogni tot d'anni torna la voglia di monarchia.
A distanza di dieci anni esatti, ho riletto Porci con le Ali di Lidia Ravera e Marco Lombardo Radice. Non lo ricordavo così divertente, così stupido, ma soprattutto lo ricordavo molto più corposo. Sono anche rimasto a riflettere su cosa mi avrebbe dovuto colpire così tanto in quel romanzo. Forse in età prepuberale-quasipuberale-oddioddiohobisognodipubertà, la sensibilità letteraria era molto più influenzata dal boom ormonale che certe pagine risvegliavano in noi pseudoadolescenti.
Erano bei vecchi tempi in cui sognavamo i bei vecchi tempi. Senza nostalgia, solo sperando nel liceo, nella "vita nuova". Noi non ci eravamo mai stati in un collettivo, non avevamo fatto i cortei, le azioni. Non avevamo nemmeno mai chiavato, sottolineiamolo.
Adesso, in crisi sentimentale perenne dal crollo del Muro, la testa sui libri (che i libri sono meglio del telefono del call center), il culo vicino al muro, la mia generazione si interroga sul "che fare". Proporre Porci con le Ali come libro di testo obbligatorio, o buttarlo rapidamente nel cesso? A voi, o posteri, l'ardua sentenza.
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