Giovedì, 24 gennaio 2008
Ad ennesima dimostrazione del fatto che, pur presentandosi con le parole di un grande poeta, nella sostanza dei fatti, un cafone arricchito di stampo camorrista, rimane quello che è, non appena sotto stress.
Mercoledì, 23 gennaio 2008
Mio fratello è figlio unico perchè...dopo aver giocato per quattro ore a PES:2008, Scarface e SWAT 4, e dopo aver fumato all'incirca sette grammi in due, alla mia domanda " Davidì, ma me la prenderesti un po' d'acqua", la sua unica risposta è stata quella di girare il collo, indicare col mento la bottiglia a fianco al letto (si allega foto), e biascicare " L'acqua è bona".  Tutto questo accadeva circa un mese fa. E la bottiglia, si faccia attenzione, giaceva lì, nella stessa posizione e con lo stesso contenuto, da almeno quaranta giorni. La foto è stata scattata ancor più recentemente, a testimonianza eterna. L'acqua non è bona. Anzi, quella nemmeno è più acqua, ormai.
Giovedì, 17 gennaio 2008
Oggi ho manifestato anche io. E devo dire che stavolta, purtroppo, non mi sento molto bene. E non è soltanto la stanchezza fisica, che ormai a quella ci siamo abituati un po' tutti, no. Mi sento proprio moralmente stanco. Diciamo pure amareggiato. Certo, la mancata visita di Ratzinger è stata al tempo stesso una vittoria storica e una sconfitta mediatica, entrambe clamorose. L'unica cosa che in cuor mio posso augurarmi, è che almeno un quarto dei manifestanti di oggi e degli scorsi giorni abbia compreso che si andava a contestare non soltanto la figura del Papa e della Chiesa Cattolica all'interno dell'Università e della società, ma anche e soprattutto il Ratzinger teologo, il Ratzinger del processo a Galileo, quello della visione strettamente eterosessuale dell'amore, dell'aborto come errore e omicidio, del divorzio come aberrazione sociale. Il Papa dell'oscurantismo e dell'imposizione subdola e strisciante, in poche parole. Ma non so quanta fiducia riporre in questa speranza. Dei pochi presenti oggi, molti avevano sulla bocca la parola laicità come Beppe Grillo la parola giustizia. Fa clamore, fa scalpore, e allora usiamola. Lasciamoci strumentalizzare. Quattro compagni - non iscritti a La Sapienza - sono tranquillamente entrati dall'ingresso a via De Lollis, quello che in questo momento i telegiornali nazionali vi mostrano come una grande barricata. Il grosso, però, quelli che sostengono di "averci messo la faccia", erano fermi in piazzale Aldo Moro, di fronte a tre cordoni di guardie. All'interno della Cittadella Universitaria, gruppi fortunatamente esigui di militanti di Azione Universitaria (ex-gioventù missina, ma ancora squadristi), Comunione e Liberazione (ex-gioventù cattolica, ma ancora mafiosi), Forza Nuova e Militia Christi (loro apertamente fascisti e integralisti cattolici), si aggiravano fuori dalle Facoltà, tra saluti romani, "boia chi molla" e cinte a portata di mano. Nessuno ha tentato un'azione di forza, un gesto di qualsiasi tipo per denunciare tutto questo. C'era il camion, c'era la techno, c'erano tante telecamere a filmare "lo stato di polizia che non ci lascia entrare nella nostra Università". Laica, ovviamente.
Io c'ero, oggi, e so che non era così. Il mio è un racconto di prima mano che non ha subito il montaggio delle emittenti televisive. Chi ha tentato di proporre l'ingresso, chi ha tentato di alzare il livello dello scontro in nome di un antifascismo scevro da riflessioni sulle conseguenze mediatiche, è stato messo a tacere. Qualche striscione è stato strappato, gli anarchici sono stati allontanati, gli studenti che intendevano portare un'analisi complessa sono stati zittiti dal rumore della musica. Ecco la verità che non è nei giornali, e non sarà nelle gesta a futura memoria dei "compagni" e delle "compagne". Oggi ho visto più liberatorie firmate che striscioni dipinti. I "compagni" e le "compagne", i cui nomi circolano da tempo su parecchie mailing-list e parecchi comunicati stampa, hanno ripetuto serialmente delle parole d'ordine che più vuote non si sarebbe potuto avere. Non c'era differenza con i politici del grande schermo, nella forma, e non c'era alcuna differenza con i politici chiusi nel palazzo, nella sostanza. Parecchi di loro, finito il corso di studio, finito il mandato presso il Senato Accademico, entreranno in politica. Oggi portavoce, domani portaborse, e forse un giorno avranno addirittura qualcuno che si prenderà la briga di firmare liberatorie per loro. Tecnicamente, non c'è differenza nemmeno tra il Papa e loro: la bocca piena di dogmi, di formule fatte, indiscusse e indiscutibili. Tutte tese al loro guadagno personale. Mi viene da piangere, adesso. Le televisioni stanno continuando a mandare in onda l'osceno spettacolo di oggi, tra falsi imbavagliati di ogni sponda. I telegiornali di centrosinistra preparano il pezzo-coccodrillo sulle analogie col '68, i telegiornali di centrodestra quello sulle analogie col '77. Che resti questo miserabile post, a memoria di quei dieci lettori. Noi non siamo la generazione "come il '68", non siamo la generazione "come il '77". La mia è una generazione di merda che ogni giorno viene annichilita da una parte di se stessa, nella folle corsa ai suoi quindici minuti di fama, ai suoi quindici anni di poltrona, ai suoi quindicimila euro di stipendio. Quel poco che resta, forse piange come me. E io ho persino il lusso della scrittura, per evadere.
Nella speranza che chi, come me e quei pochi stronzi del mio collettivo, quegli idioti che ogni giorno combattono senza rilasciare interviste, quei pazzi che vorrebbero soltanto un po' di giustizia e serenità ma non scelgono il loro vestito migliore per scendere in piazza, evadendo, lascino ingabbiati nella loro ignoranza "i compagni" e "le compagne" delle vostre TV.
Mercoledì, 16 gennaio 2008
Questo post potrebbe anche intitolarsi " Non conviene studiare storia contemporanea in un'aula dove si parla d'altro e dove si fuma parecchio". E comunque,, per tutti coloro che potrebbero dubitare dell'autenticità di tale ragionamento, lo vorrei confermare: sì, è tutto vero. Ci sono pure i testimoni. Interlocutore A: " ...perchè vedi, tu puoi definire il personaggio di Harry Potter solo dopo aver considerato tutto l'insieme, no? Come struttura e sovrastruttura, 'na cosa così. Per esempio, a sinistra di Harry Potter..." Interlocutore B: " A sinistra di Harry Potter?" Interlocutore A: " Sì, mica davero eh, è figurato, a sinistra ce stanno Hermione e Ron. Prendi Hermione, che è palesemente una radical chic, un'intellettuale di sinistra che pur potendo accedere all'establishment, si dedica ad altre attività, tipo la solidarietà al sottoproletariato elfico." Interlocutore B: " 'Na specie de cattiva maestra alla Toni Negri" Interlocutore A: " Io direi più una Pasolini, che je piace il confronto teorico, rifiuta la prassi, e poi infatti se deve ricrede. E poi ancora più a sinistra ce sta Ron e tutta la famiglia Weasley, che è evidente, rappresentano il proletariato urbano. Il padre lavora presso il sistema, ma tenta di combatterlo dall'interno. La madre è casalinga, ma non è felice di questo suo ruolo subalterno. Dei quattro figli, uno cede alle lusinghe dello stato DC, i due gemelli...Interlocutore B: " Ma che ce stanno pure i maghi democristiani?" Interlocutore A: " Beh, me sembra logico, Caramell è una specie de Fanfani, de Andreotti, come Dolores Umbridge è un po' Scelba, un po' Cossiga. Ce stanno pure i correntoni, no? Lo stato magico democristiano tenta de ignora' il problema, appoggiandosi a volte alla sinistra hogwartsiana, altre volte alla borghesia dei Black. Ma tornando alla famiglia Weasley, se nota come uno cede all'illusione de felicità offerta dal sistema, gli altri si ribellano, e due se danno addirittura alla clandestinità, i gemelli, che so' ovviamente dei bombaroli, sempre a traffica' colle scatole esplosive. E Ron invece compie l'attacco al cuore dello Stato, partendo dall'Università di Hogwarts." Nel fotogramma, il compagno Ron Weasley esibisce il tipico saluto proletario, negli anni della contestazione. Al suo fianco, ben visibili, la teorica Hermione Granger e il compagno Ho Chi Min, poi distintosi per il coraggio delle sue azioni nei fatti d'Oriente, grazie anche all'addestramento ricevuto nel Soviet delle Necessità. Interlocutore B: " E a destra chi ce sta?" Interlocutore A: " A destra, è facile, ce sta Voldemort che è praticamente l'incarnazione del fascismo becero e totalitario. Non a caso, te invito a riflettece sopra, è sostenuto dalla borghesia reazionaria e timorosa del progresso, la famiglia Malfoy. Che, te invito a riflette pure su 'sto piccolo particolare, dapprima appoggia il fascismo, poi piagne quando deve mandare in guerra i suoi figli, come da sempre nelle storie del totalitarismo. E insomma, Draco Malfoy prima è fomentato de combatte pe' la magia littoria, poi rosica, se pente, non lo sa che deve fa'. Comunque sia, da quella borghesia esce pure una matta come Bellatrix LeStrange, che me pare chiaro, raffigura il terrorismo eversivo de destra, completamente folle." Interlocutore B: " Eh, ma scusa, Severus Piton? Come lo collochi?" Interlocutore A: " Me pare fin troppo facile: Piton è un ex-terrorista nero che ha cercato redenzione presso il sistema, come agente segreto con funzioni de stabilizzazione. Ma, bada bene, bada bene, perchè non è andato a lavora' tipo collaborazionista per la DC dei maghi?" Interlocutore B: " Mica lo so, dimmelo te" Interlocutore A: " Perchè il vecchio sistema magico-democristiano se infrange contro le aspirazioni de qualcuno. Ma non certo della McGranitt, che è una povera socialdemocratica senza speranza, che cerca sempre de aggrappasse alla legalità senza capire l'importanza della vera svolta e del vero cambiamento. Il vero innovatore è lui..." Interlocutore B: " Harry Potter?" Interlocutore A: " Ma no! L'innovatore è Albus Silente, che tenta de chiama' a sè sia tutte le forze democratiche più o meno centriste, che siano la McGranitt, gli intellettuali de Hermione, o il pentito Piton, che tutte le forze de sinistra, come la famiglia filosovietica Weasley, e addirittura il proletariato agricolo de ispirazione jugoslava..." Interlocutore B: " No, te prego, non lo dì'" Interlocutore A: " Ma sì, certo, Hagrid! E dunque me pare chiaro il parallelo che intercorre tra Albus Silente e Aldo Moro, non a caso fanno tutt'e due la stessa finaccia, e subito se crea un'unità mai vista prima" Interlocutore B: " Lo sai che c'è?" Interlocutore A: " T'ho convinto, eh?" Interlocutore B: " No, me l'hai fatta prende a male. Mo' me sto a immagina' Silente dentro a una Renault 4" Interlocutore A: " E vabbè, quanto sei impressionabile..."
Martedì, 15 gennaio 2008
( il titolo del post è facilmente comprensibile da tutti i romani e le romane, nonchè da chiunque abbia un minimo di conoscenza delle leggende cristiane) Che bel risveglio di merda, stamattina. Si prospetta un periodo difficile - questione di culo, a volerla prendere sul ridere - ma non c'è visita chirurgica o presunta tale che possa disturbare i miei obiettivi (che attualmente, oltre alla sopravvivenza, annoverano il conseguimento di 40 crediti e il ritrovare un certo equilibrio pissicologgico). E poi c'è il Papa. Il Papa a La Sapienza. Anzi no, non c'è più. Forse si torna a comprendere come, in qualsiasi società civile, un uomo con una tunica bianca, che scelga di non avere più rapporti sessuali (imponendo la sua scelta ad altri), e che sostenga di " parlare per Dio", sarebbe immediatamente destinato al Trattamento Sanitario Obbligatorio. Forza, Galileo! I Filippo IV Supporters sono con te! ( che citazioni, eh?)
|