Lunedì, 24 dicembre 2007
Scena iniziale: una candida atmosfera natalizia regna su una delle più belle borgate romane. Un Giovane con la sua augusta e reverenda Progenitrice camminano per la via principale del quartiere, nell'affannosa ricerca di un regalo per la Genitrice (personaggio non in scena). La scelta ricade su un negozio di profumi che espone un cartello recante la scritta "Sconti di Natale". Vista l'intenzione di donare al presente una natura sia economica che esteticamente valida, tutto questo sembra una coincidenza fortuita, al Giovane e alla Progenitrice, che entrano all'interno della bottega.
Cambio di scena: una volta preso posto tra le quattro mura del negozio, il Giovane e la Progenitrice rivolgono la loro attenzione su oggetti differenti. Il primo, infatti, fissa insistentemente una delle commesse del negozio - la Miciona - intenta a impacchettare confezioni di spezie ed aromi. La Progenitrice nel frattempo, sceglie oculatamente il dono per sua figlia. Ne segue un dialogo intenso e vissuto.
Progenitrice: Secondo te è meglio il fico o il mandorlo? Giovane: (canticchiando) "Io non capisco la gente / che non ci piacciono i fichi..." Progenitrice: Che? Giovane: (continuando a fissare la Miciona) Niente, era una citazione Progenitrice: C'è pure il cipresso! Prendiamo il cipresso? Giovane: Se mi regalassero un profumo al cipresso, io mi gratterei Progenitrice: Hai ragione. Allora? Giovane: Mandorlo e non se ne parla più
La Miciona intanto sembra aver colto l'occhiata seducente del Giovane, ma in barba ad ogni legge dell'attrazione magnetica, liquida il nostro simpatico protagonista con una smorfia di disgusto, che il Giovane stesso attribuisce a vari fattori, non ultimo il suo indossare una felpa che porta stampata Biancaneve con una mitraglietta. Il Giovane dunque, pur provando pietà per la superficialità della Miciona deve trovare qualcosa da fare per ingannare il tempo che la Progenitrice sembra impiegare alla cassa. Ed ecco che il destino viene incontro al nostro, mostrandogli, proprio al di fuori del luogo ove si trova, un piacevole diversivo.
Giovane: Mo' torno Progenitrice: (in fila alla cassa) Va bene
Secondo cambio di scena: sulla strada, fuori dalla profumeria, si trova infatti un manifesto di propaganda di un noto partito neo-fascista, i cui temi principali sono la lotta all'aborto e all'Islam. Col cuore gonfio di gioia, il Giovane si avvicina ad esso, e con due semplici mosse, effettua quello che in gergo viene detto "lo sbrago"
Rumore di scena: SBRAAAAAAAA! SBRAAAAAAAAA!
Sorridendo, il Giovane porta diligentemente i resti del manifesto al secchio per la raccolta differenziata della carta, e torna sui suoi passi.
Ritorno al primo cambio di scena: la dolce cacofonia ha nel frattempo attirato l'attenzione di buona parte del negozio, inclusa la Miciona, ma non la Progenitrice, notoriamente sorda come la campana di una chiesa a Stalingrado. Al rientro nella bottega dunque, il Giovane sente su di sé lo sguardo ignavo della folla, ma si limita a sorridere di nuovo alla Miciona, che ormai non sa più se essere basita o schifata.
Giovane: Hai fatto? Progenitrice: (dirigendosi verso un'atterrita Miciona) Mi devo far fare il pacchetto Giovane: Allora mo' torno Ritorno al secondo cambio di scena: il Giovane, memore del fatto per cui la destra sociale tenta sempre attacchinaggi contigui, si guarda intorno, fino a trovare un manifesto con ben stampata la faccia di un politico, noto fascista, che porta il soprannome di un innocente ovino. Con ancora più gioia, "sbraga" anche questo.
Rumore di scena: SBRAAAAAAAAAAAAAAAA! SBRAAAAAAAAAAAAAAAA!
E dopo aver compiuto la pulizia, morale e pragmatica, torna all'interno del negozio.
Ancora il primo cambio di scena: la Miciona, occupata a fare il pacchetto regalo alla Progenitrice, alza gli occhi sul Giovane, che di nuovo sorride come se nulla fosse, incurante degli sguardi altrui, che palesano la loro opinione in modo così aperto che forse sarebbe stato meglio che qualcuno gli avesse detto "Vandalo".
Giovane: Fatto 'sto pacchetto? Progenitrice: Un attimo, guarda la ragazza che brava che è Giovane: Mica solo brava Progenitrice: Come? Giovane: Niente, niente
La Miciona alterna sul viso colori contrastanti, dal bianco al rosso, ma nonostante tutto finisce il pacchetto, e lo consegna senza dire nulla alla Progenitrice.
Progenitrice: Grazie eh! Auguri! Giovane: Auguri! (adduce un occhiolino, e un altro sorriso di dubbio gusto) Miciona: ...
Epilogo: la Progenitrice e il Giovane escono dal negozio, soddisfatti, calpestando i brandelli di manifesto strappati da ignoti sovversivi. Anche questo è Natale.
Domenica, 23 dicembre 2007
Fra scrive: ho visto finalmente la prima trilogia de Guerre Stellari Damiel scrive: bravo. Considerazioni? Fra scrive: eh Fra scrive: appunto de questo te volevo parla' Fra scrive: cioè, magari so io che so strano, per carità Fra scrive: ma Fra scrive: so' l'unico a pensa' che fondamentalmente i Sith c'avevano ragione, e i Jedi so' una specie de setta mistico-tecnocratica che prima se estinguono e mejo è? Damiel scrive: no, in realtà tutti pensano questo Fra scrive: bene, mi sento sollevato Damiel scrive: il problema è che i Sith Damiel scrive: so' tendenzialmente fascisti Damiel scrive: perchè dietro alla propaganda de libertà Damiel scrive: nascondono l'Impero Fra scrive: beh, insomma Damiel scrive: però effettivamente il problema dell'ordine Jedi è proprio che so' democristiani Fra scrive: io fino a mo ho visto tre Sith Fra scrive: uno fondamentalmente era un minchione,
e anche una pippa Fra scrive: l'altro era un mitomane, e vabbè. comunque non meno fascista der Jedi interpretato da Samuel L. Jackson Damiel scrive: quello è come Fidel Mbanga Baouna Damiel scrive: negro e fascista Fra scrive: l'altro era semplicemente uno a cui rodeva er culo Fra scrive: e se me permetti, direi che c'aveva pure tutti i motivi pe' fasse rode er culo Damiel scrive: di quale stai parlando? Fra scrive: de Anakin Skywalker Fra scrive: vojo di' Fra scrive: proviamo un attimo a ricostrui' in maniera imparziale la vicenda sua Fra scrive: nasce schiavo Fra scrive: viene liberato da un mitomane buddhista co' la spada laser Fra scrive: lascia la madre a fa' la schiava de un moscone co' la proboscide Fra scrive: viene addestrato a non desidera' le cose Fra scrive: je viene proibito de prova' compassione e nostalgia della madre Fra scrive: e je viene proibito pure de scopa' Fra scrive: è molto più forte degli altri ma lo piano tutti per culo Fra scrive: lascia incinta la ragazza sua pe' sape' che morirà partorendo il figlio Fra scrive: l'unico che je dice du' scudi de verità è una specie de nazista mitomane che spara i fulmini dalle dita Fra scrive: il migliore amico suo je taja le gambe e l'unico braccio sano Fra scrive: e lo lascia sulla riva de un lago de lava mentre piglia fuoco invece de daje il colpo de grazia Fra scrive: così, pe' dimostraje l'affetto Fra scrive: se sveja mezzo robot dietro a una maschera de fero senza la quale non respira Fra scrive: e je dicono che pe' sbajo ha ammazzato la ragazza sua Damiel scrive: certo che a vederla così, era meglio se rimaneva a fare il meccanico su Tatooine Damiel scrive: al massimo, se poteva dà all'alcool e alle scommesse Fra scrive: al massimo, se permetti, non je se po' proprio da' torto Damiel scrive: me sa che c'hai ragione te Fra scrive: cioè, se i Jedi-testimoni-de-geova j'avessero detto un po' de verità da subito Fra scrive: e se avessero evitato de fidasse de Palpatine, dal quale proveniva una puzza de merda che pure un regazzino se ne poteva accorge Fra scrive: sarebbe annato tutto bene Damiel scrive: hai mai pensato de iscrivete al DAMS cinema?
Mercoledì, 19 dicembre 2007
Stamattina, persino all'interno del bar di Lettere e Filosofia, Tor Vergata - per eccellenza, uno dei posti sul globo in cui viene vietata qualsiasi discussione non attinente al Corriere dello Sport - era tangibile un continuo fremere delle persone, una serie di espressioni felici, sollevate. E un unico argomento nell'aria. L'Onu ha votato a favore della moratoria sulla pena di morte. Gaudio, giubilo e letizia, senza dubbio. Ma mi permetto di esporre alcune mie perplessità, principalmente due. Innanzitutto, ricordiamoci il ruolo (leggi i fili e i burattinai) delle Nazioni Unite, in questi anni. E non meno importante, non dimentichiamo che c'è poco da esultare di fronte alla futura abolizione della pena di morte, quando il 70% della popolazione italiana sarebbe ben felice di appendere per le palle, uccidere o peggio - do you remember la proposta di castrazione chimica? - rumeni (tranne quelli che lavorano come manovali sottopagati), negri (tranne quelli che raccolgono i pomodori), froci (tranne i trans che la sera mi fanno il servizio a metà prezzo), spacciatori (tranne quello amico mio che mi fa lo sconto sulla coca a Capodanno) e pedofili (tranne Don Marco, che è così buono e non ci ha fatto pagare la comunione del pupo, a marzo). Ho paura che Caino cammini ancora col culo attaccato al muro. E ho la convinzione che faccia benissimo.
Martedì, 18 dicembre 2007
Io non amo troppo resocontare i miei concerti, nè a voce, nè per iscritto. Non essendo un cantante di alta qualità, nè tantomeno uno che ha qualcosa di particolare da dire - almeno dando per scontato che chiunque dovrebbe avere qualcosa da dire - cerco di parlarne il meno possibile. Eppure, nonostante il feed aggregator di cui sotto, ho scoperto che un caro amico ha saputo cogliere la serata di domenica nel suo aspetto più importante, e potete leggerlo qui. E per quanto mi riguarda, sì, mi sono commosso. Davvero. Grazie, Emanuele. Ora quella non sarà più una serata tra tante, nella memoria.
Lunedì, 17 dicembre 2007
Ma noi in fondo, del loro essere papponi, lo sapevamo già, no? (Comunque sia, la signorina può stare tranquilla, quando parla di " film hard sotto il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali". Potrebbe proporli pure a Rutelli, che riguardo a porcate sa il fatto suo)
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