Giovedì, 30 agosto 2007
E con il fratello musicante e giramondo - giraGrecia, in effetti - Julien si chiude la Vergine agostina (ma non agostiniana, si badi bene) in Antrace. Strane giornate, davvero. Fare gli auguri a un amico risulta un momento di vero sollievo. E ora, prima di tornare su questi lidi a settembre, lascio l'inquietante interrogativo: Può il nostro eroe, chiunque egli sia, riassumere il tutto narrativo in 10 mila battute, spazi inclusi?La risposta alla prossima puntata. Almeno spero.
Lunedì, 27 agosto 2007
Altri due anniversari, per questo periodo di Vergine Tossica e Letale . Uno molto triste, l'altro molto allegro. Un anno fa, sul lungomare di Focene, muore Renato Biagetti, ucciso dalle coltellate di due idioti, figli perfetti dell'alone di intolleranza fascista che aleggia su certe zone di Roma. Renato non era un militante, non era un compagno impegnato in prima linea nelle nostre lotte. Ma era uno di noi, nel senso più aderente al letterario che possa esistere. " Uno qualunque di noi" che invece di passare il sabato sera nei locali del jet-set aveva scelto di andare a ballare, con la sua ragazza e alcuni amici, sulla spiaggia del litorale romano, ad una dance hall. E qualcuno l'ha ucciso, perchè il diverso non ha posto in una società a senso unico, dove la direzione è imposta dal mercato, dai potenti, dalla reazione. Ma oggi è anche il compleanno di quel pazzo di Andre. Deh, mia massaia pelosa, mio aMMore della vita e non, mia lontana e irraggiungibile bagasciona! Ti avvicini al quarto di secolo, e io ti prometto entro il mese quella famosa bevuta, dopo la consueta ammazzata per raggiungere le tue terre. A proposito. E se qualcuno imbracciasse il fucile ( vedi post successivo) ? Difendimi, Lailaccia!
Domenica, 26 agosto 2007
Perchè alla fine non c'è davvero bisogno di argomentare niente. Anche se - questo sì - è appropriato iniziare un discorso, in maniera poco elegante, con un perchè, al massimo chiedendosi fino alla fine se quell'incipit così scorretto sia interrogativo o affermativo. Magari può rimanere il dubbio, ma senza dubbio è la cosa più appropriata. Vediamola così: è la risposta più logica a una notizia tanto forte sopraggiunta in maniera tanto fulminea. Davvero una bastonata. D'altronde, di bastonate ne parlavamo spesso. Parlavamo un po' di tutto, a dire il vero, persino a voce un po' troppo alta. Si svegliavano le vicine incazzate, i compagni si domandavano come si potesse passare da così lunghi silenzi a ore e ore di discussione. Qualcuno semplicemente non capiva proprio un cazzo, ma immagino che anche a te non sia mai fregato niente. A me, in tutta sincerità, importava soltanto che capissi tu. Scrivere che non mi mancherai, sarebbe falso. Tentare di convincerti a restare, egoista. Hai centrato l'obiettivo, fratello mio, mi hai spiazzato. Un risultato normalmente così difficile da ottenere che la mia resa arriva istantanea. Alle spalle ti lasci quello che detestiamo entrambi: sai bene che li troverai anche giunto a destinazione. Ma dove l'ottica è diversa, la lotta è diversa. Ora ho una bottiglia di liquore al melograno da tenere in serbo per te, per quando ti saprò aver giocato la tua carta vincente, che hai celato finora a un universo di stronzi, sotto una scorza. Ci credo in te, sai? Quel futuro sognato, anzi, quel futuro sognato ci apparteneva. Vorrei che ci appartenesse ancora, nonostante la tua scelta. Quando giocherai quella carta, lo faremo. Senza se, senza ma. Io ho tempo, e le mie idee qualcuno le dovrà ascoltare ancora. E poi non c'è bisogno di argomentare nulla anche perchè, insieme alle lacrime, arriva il senso di sollievo. Ti stimo e ti voglio bene ancora di più, ora come ora. Via di qui? Che sia. Lo farei anche io, per dei motivi che troveresti più simili ai tuoi di quanto potresti pensare. Lo farei domani, ma ho sempre un romanzo da finire. Lo farei tra una settimana, ma ho una laurea da prendere. Lo farei tra un mese, ma ho una promessa con mia madre. Forse lo farò tra un anno, e ripensando proprio a te.
Ora perdona la mia imperdonabile sconnessione linguistica, in questa lettera. E parti, *fratello mio*.
Sabato, 25 agosto 2007
Inizia di nuovo la stagione... di tutto. Con le sue perdite, le sue riconquiste. I suoi anniversari, le sue ricorrenze. 23 agosto di ottant'anni fa, una tra le tante - tutte importanti - tragedie made in USA a consumo di chi non poteva permettersi di difendersi, nemmeno di fronte all' evidenza di un'innocenza urlata da tutto il mondo. Oggi, di fronte alla richiesta di moratoria per la pena di morte universale, il Governatore del Texas Perry risponde scambiando l'indipendenza con la libertà di uccidere. Fortuna che era Teheran ad avere " una visione di sovranità nazionale ottocentesca". In USA sottolineano il loro essere rimasti anche a tre decenni prima. Ma al di là della considerazione appena conclusa, ci sono anche ricorrenze più felici, e altrettanto significative per me in questo momento. Due anniversari strettamente personali, ma che proprio per questo non potrei non citare. Il compleanno di Jimy e quello di Mauretto, nati lo stesso giorno, in anni diversi, e da differenti contesti venuti ad assumere un grande ruolo nella mia vita. Ora distanza e situazione mi impediscono di consegnare un regalo più attinente: tempo al tempo, e lo farò. Anche se per Mauretto, ho comunque qualcosa che lo renderà felice (c'è chi non è mai sopravvissuto agli anni '80. E nemmeno ai '90, in effetti). C'è ancora un'altra cosa di cui sento il bisogno di parlare. Ma non qui, non ora. Need to deeply breathe. A dopo, magari. E auguri ancora. A chi nello specifico può sorridere (e io con loro).
Giovedì, 23 agosto 2007
Code is written, future is not. E fatecelo un saltino, su. Sia qui, che a Pisa. Adesso mi tocca solo convincere chi-so-io, e poi...
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