Mi si accusa - più o meno velatamente, più o meno in tono di reale rimprovero - di parlare troppo di "politica". C'è troppa politica in quello che scrivo, troppa politica in quello che dico, troppa politica perfino in quello che mangio e bevo. Aggiungiamoci una mia - reale, va ammesso - particolare inclinazione verso il lato "complottistico" delle cose, e il gioco è fatto: automaticamente sono trasformato in un rompicoglioni che non può fare a meno di cominciare un discorso da un argomento qualsiasi, per approdare alla lotta di classe, alla rivoluzione, o magari alla P2 (vedi post precedente). Qualcuno, ingenuamente, mi dà del "comunista" che non sono, altri semplicemente non capiscono, e sorridono compassionevoli, prendendomi per un soggetto affetto da ossessione-compulsione nei riguardi di tutto ciò che riguarda la "sfera politica" del mondo.
In realtà, le cose stanno in maniera lievemente differente. Cave ab homine unius libri, diceva un filosofo che di certo "compagno" non lo è mai stato. E non era Stalin, era San Tommasod'Aquino.
Più si va avanti all'interno di un proprio percorso - di letture, di discorsi, di visioni, di esperienze di vita vissuta - più si apprendono elementi diversi, provenienti da fonti differenti tra loro. Alcuni ritengono che sia giusto basarsi su questi elementi per estrapolare la propria visione del mondo. Ma non tutti. Vi sono altri che, prima di riflettere, ritengono necessario incrociare e mettere in relazione questi elementi, per poi osservare un quadro unitario sicuramente più vasto ed esplicativo dei singoli fattori giustapposti. Io, in my humble opinion, cerco di non fermarmi nemmeno a questo passaggio del procedimento: diciamo pure che, forse approfittando di una naturale predisposizione alla speculazione, cerco di estendere queste relazioni fino al campo dei "se". Quello che ne esce fuori - mi piacerebbe potesse somigliare all'effetto della spezia in Dune di Frank Herbert, ma purtroppo non è così - mi dà davvero gli elementi per poter costruire una mia idea. E da lì partono le mie riflessioni: da una rete incrociata di elementi posti in relazione tra loro, estesi nel campo della possibilità. E' per questo che, se mi viene offerta una Sambuca Molinari mi viene spontaneo rifiutare: so che la Molinari finanzia Forza Nuova. Per questo, se parlo di televisione spazzatura, mi viene facile pensare alla massoneria deviata italiana. E infine, davanti a un libro di Pietrangelo Buttafuoco, mi viene normale richiamare alla mente il revisionismo fascista degli ultimi anni. E' anche per questo che se scrivo un racconto, compongo un pezzo, o inizio a dare vita a un progetto, cerco di costruire il tutto a partire su basi esaustive, ampie e - com'è naturale conseguenza - politicizzate. Di cosa ci si dovrebbe stupire? Un'analisi presuppone qualcosa: non dico un punto d'arrivo, ma almeno un'analisi in sé. E allora non vi lamentate se "parlo di politica": c'è chi teme la persona che ha letto un solo libro, io temo la persona che parla su un solo livello. Sarà che a forza di scolarsi l'assenzio, assistendo a spettacoli di cancan, i cosiddetti "intellettuali" se lo fecero mettere nel culo già in passato: non ci tengo a replicare l'esperienza scrivendo opuscoli "leggeri", ascoltando musica "leggera", o affrontando discorsi "con leggerezza".
E tutto 'sto bel pippone ve lo siete meritato, perchè mi avete rotto i coglioni con 'sta storia che "politica = noioso". Forse "politica = pesante", ma se non riuscite a digerire discorsi complessi, beh, tornate ai cartonati della Pimpa (con tutto il rispetto per Altan) e non prendetevela con me. Porcamadonna.
La probabilità che si tratti di autosuggestione, di allucinazioni indotte, o semplicemente di un errore hardware sono davvero al minimo. Sto navigando tranquillamente e pacificamente per la rete, quando mi imbatto in qualcosa che sarebbe stato meglio non vedere. Altro che videofonini a scuola, snuff movies o echi dell'orrore ultrarealistico. Questo è un messaggio in codice, e non venitemi a dire che sono "il solito complottista".
Altro che poeta, poeta un cazzo! Quel vecchio è Gelli, il più astuto golpista che questo Paese abbia conosciuto mai. L'uomo della P2, del Piano di Rinascita Democratica! Io resto davvero basito. Dopo Berlusconi che sdogana il fascismo tramite Fini, ecco la poesia sdogana la massoneria eversiva. Immagino che fra qualche anno, la lettura di Orwell sdoganerà Francisco Franco. Senza di lui non sarebbe esistito Omaggio alla Catalogna e non dimentichiamo che Franco, sì, è stato uno dei più crudeli dittatori del '900, ma in fin dei conti, era un grande estimatore dell'opera letteraria etrusca e degli straccetti al limone.
"Emilio Fede mi ha querelato e la finanza ha cambiato le chiavi di accesso al mio blog, impedendomi di pubblicare nuovi articoli. Il blog mi è stato chiuso su richiesta del pubblico ministero romano Giuseppe Saieva, con atto del gip Cecilia Demma. Il "sequestro preventivo" mi è stato notificato alle 14,00 di oggi 10 luglio da due agenti del "nucleo speciale contro le frodi telematiche" della guardia di finanza, venuti appositamente dalla capitale. Il sequestro proviene da una querela per diffamazione presentata da Emilio Fede nei miei confronti per la contestazione al circolo della stampa di Milano del 16 aprile 2007. In esecuzione del medesimo provvedimento è stato cancellato dal blog un mio articolo relativo alla vicenda Fede e i commenti a margine dei lettori. Per motivi tecnici non è stato possibile, come pure era stato richiesto dall'autorità giudiziaria, togliere il video da youtube. Non si è arrivati all'oscuramento totale del blog, che pure era stato prospettato nel decreto di sequestro preventivo, solo perché gli agenti della finanza hanno adottato la soluzione di modificare la mia password di amministratore di www.pieroricca.org, previa missione mattutina a Sarzana (La Spezia), sede legale della società di gestione del blog. Naturalmente farò immediata richiesta di dissequestro e mi riservo di querelare a mia volta il signor Fede. Ricordo infatti che la contestazione ebbe come antefatto una mia domanda (sul caso Europa 7 e le frequenze abusivamente occupate da Rete 4), alla quale il direttore del tg4 rispose dandomi dell' "imbecille". Per non parlare dello sputo che mi indirizzò nell'androne del circolo della stampa, come testimonia questo video:
Con il querelante ci confronteremo dunque in tribunale, magari davanti a qualcuno dei magistrati diffamati e spiati negli anni del governo del suo adorato datore di lavoro. Sarò lieto di farmi processare un'altra volta per aver espresso opinioni condivise dalle persone che stimo. Nel frattempo non smetterò di interpellare e criticare i personaggi pubblici che non stimo, esercitando il mio diritto-dovere di dissenso. Nessuno riuscirà a sequestrare la libertà di espressione, mia e degli amici del gruppo Qui Milano Libera e del blog: questo è certo. Ringrazio fin d'ora chi vorrà far circolare questo comunicato. Grazie". Firmato Piero Ricca.
In parole povere, il direttore del Tg4 Emilio Fede ha querelato Piero Ricca e ha fatto chiudere - in maniera pratica, anche se non de facto - il suo blog, a seguito di quanto accaduto tempo addietro e riportato nel video. Farsi due conti non sarebbe affatto male. Chi può, faccia circolare. Il Sismi che controlla i magistrati è segnale di un golpe morbido. Le elezioni truccate sono segnali di un golpe appena più subdolo. La censura?
Studiare Storia Scienze e Tecniche della Musica(una volta si diceva DAMS, poi è arrivato Cesare Cremonini e persino le autorità universitarie italiane si sono vergognate della sua iscrizione - o presunta tale - preferendo cambiare nome al corso di laurea) è un po' come studiare filosofia. Entrambe sono materie interessantissime. Entrambe ti garantiscono che non farai mai nulla con quella laurea. Entrambe provocano un sorriso compassionevole sulle labbra dell'interlocutore che ti ha appena chiesto "Che facoltà fai?". Eppure la differenza sostanziale esiste. La filosofia si occupa della più alta espressione del pensiero speculativo umano, lapalissianamente intangibile, ma quantomeno comprensibile. La musicologia si occupa invece della più alta espressione della creatività umana, col piccolo particolare che non la puoi capire. E questo al di là della sordità: la musica, per sua stessa natura, non puoi tenerla ferma - esiste solo nel momento in cui é - e soprattutto, è l'unica disciplina umana ad essere completamente asemantica.
Il che equivale a dire che potrebbe significare qualsiasi cosa, e allo stesso tempo non significare un cazzo. Gran bel problema.
E poi, una laurea in filosofia, contiene sempre un certo grado di versatilità. Sono venuto a sapere che, ultimamente, i compagni filosofi sono particolarmente richiesti dalle grandi multinazionali per adempiere al profilo del Responsabile delle Risorse Umane, o qualcosa di simile. Magari dovendo ingoiare un boccone particolarmente amaro, per farlo, ma potrebbero comunque farlo.
Datore di lavoro: "Mi dia una buona ragione per assumerla" Filosofo: "Credo che le motivazioni del profilo lavorativo in corso siano dannose per la rendita dei suoi lavoratori" Datore di lavoro: "..." Filosofo: "Lo spirito che pervade le aggregazioni umane obbligate durante le otto ore di lavoro può aiutare a creare un clima di serena competizione tra i suoi dipendenti, come dimostra ampiamente gli studi post-esistenzialisti degli anni '80 in Inghilterra" Datore di lavoro: "Se ne vada o chiamo una volante" Filosofo: "Senta, conosco Marx. Posso smontare la critica al capitalismo punto per punto" Datore di lavoro: "..." Filosofo: "Un anno a stipendio base, in regola, e io distruggo il sindacato" Datore di lavoro: "Lei è assunto"
Si apre uno spiraglio di luce per loro: tuttavia, non risulta ancora disponibile il profilo aziendale del Responsabile delle Risorse Musicali. La conoscenza di Beethoven non aiuta nemmeno più a rimorchiare alle feste, ma il XXI secolo ha segnato l'inizio della nuova era lavorativa in cui chiunque è costretto a inventarsi un lavoro: potrebbe essere un tentativo quello di elemosinare un posto come "curatore di jingle aziendali", ma temo che i risultati non sarebbero affatto positivi.
Datore di lavoro: "Mi dia una buona ragione per assumerla" Damiel: "Credo che la campanella dell'orario mensa sia dannosa per la rendita dei suoi lavoratori" Datore di lavoro: "..." Damiel: "L'intervallo di seconda diminuita che compone il suo driiin è da sempre un intervallo altamente dissonante, e generatore di instabilità tonali che si riversano nel..." Datore di lavoro: "Se ne vada o chiamo una volante" Damiel: "Ma io potrei proporle una melodia estremamente..." Datore di lavoro: "Dove cazzo crede di essere, in America?" Damiel: "Ma il valore delle risorse umane..." Datore di lavoro: "Lei è un filosofo? Non mi sembra" Damiel: "..." Datore di lavoro: "Se ne vada" Damiel: "E se le fischiettassi una sinfonia lisztiana?" Datore di lavoro: "Se ne vada, ho detto" Damiel: "Un Singspiel?" Datore di lavoro: "Vada via ora" Damiel: "Una canzoncina di Natale?" Datore di lavoro: "Sto per chiamare la polizia" Damiel: "Ok, ok"
Dopo il gelato alla buvette, arriva in Parlamento la rete wireless. Certo, per ora si potrà utilizzare soltanto nel Transatlantico e nel cortile, ma presto la connessione senza fili a banda larga arriverà anche nell'aula legislativa. Ho tema - ho davvero scritto "ho tema"? - che ci si stia dimenticando il fatto per cui, tecnicamente, l'aula di un parlamento dovrebbe servire a proporre delle leggi. A quando la Playstation?
Via e-mail, principalmente. Oppure puoi provare con un rito di evocazione. In quel caso, occhio ai sigilli e agli ammenicoli. Correresti il rischio di chiamare qualcuno di incazzoso, su questa terra. Non che l'idea non mi faccia piacere, anzi.