Domenica, 6 maggio 2007
Chi ha detto che i giovani d'oggi non sono positivi?
Nel glorioso '77 - devo ancora capire se sia stato un bene o un male, per me, non aver vissuto quell'anno - i vecchi punk sostenevano di tatuarsi le ragnatele sui gomiti perchè, comunque fosse andata, sarebbero rimasti poggiati sul bancone del pub, a prendere la polvere tra la disoccupazione e il disagio sociale. Ieri notte ho incontrato molte persone, amici che non vedevo da tempo, da anni, proprio intorno al bancone di un pub. Chiunque abbia passato la quarantina, è convinto che un gruppo di persone sui venti, venticinque anni, non abbia motivo per lamentarsi di nulla. Abbiamo la salute, no?
(Io non ci giurerei. Comunque sia, se non ci è venuta un'ulcera ieri - una di quelle ulcere senza rimedio sanitario, la famosa ulcera da whiskey, anche detta "oddio, speriamo sia ulcera altrimenti sono emorroidi domattina" - non potrà venirci mai più)
E comunque sia, c'è sempre il futuro. L'era del computer ci garantirà un lavoro, una casa, una pensione, magari senza i sacrifici fatti dalle generazioni precedenti. Giusto, no?
(La sezione "sacrifici" è giustissima. Non si faranno sacrifici, perchè tanto il lavoro non c'è, la casa nemmeno, l'INPS se regge altri cinque anni è grasso che cola. Sacrifici zero, se si eccettuano quelli umani per un patto con il diavolo. Così, giusto per chiedergli un sostentamento minimo, magari la cura per l'ulcera, o se proprio va male, altro whiskey per completare il disturbo gastrointestinale)
Così ci siamo ritrovati a tirare le somme dopo 5 anni di lontananza. Dai tempi del liceo ai tempi della precarietà. Ritrovandoci, da studentelli e gruppettari che eravamo, a essere chi sceneggiatore e redattore, chi magazziniere con un biglietto per due di sola andata pronto per la Spagna, chi assistente di produzione televisivo dopo una terribile storia d'amore finita male, chi musicista, chi traduttore, chi fotografo, chi informatico, chi muratore e - ebbene sì, addirittura - boxeur in Irlanda. Sono volati parecchi "mortacci tua", "te lo ricordi quel...", e tante promesse di rivedersi presto. Quelle promesse che poi sono sempre difficili da mantenere, perchè nonostante la buona volontà, lunedì c'è il cartellino da timbrare. Eppure non mi capitava da tempo di stare così bene con qualcuno. Come se avessi saltato dal 2001 al 2007, e nonostante i cambiamenti fisici, fossimo stati sempre lì, con il bicchiere in mano a citare Verdone e a dire cazzate.
Accomunati da una stupenda ulcera, oltre che da un sacco di bei ricordi e da certe ragnatele invisibili, che ancora abbiamo voglia di strappare.
Venerdì, 4 maggio 2007
Oggi mi hanno detto che fumare è sbagliato. Non perchè faccia male, no. Quello è il minimo, mi hanno detto. Sarebbe sbagliato perchè è la cosa più capitalista che si possa fare. Ne è seguita un'accesa discussione, di quelle che si possono avere solo alla fermata dell'autobus. La fantapolitica italiana da Bar Sport non avrà mai limiti. Comunque sia, ci ho riflettuto parecchio, e sono giunto a certe conclusioni. La ragazza in fermata non leggerà mai questo blog, ma tanto vale.
Ricordo di aver visto Thank you for Smoking con Aaron Eckhart, qualche tempo fa, in compagnia di alcuni amici che hanno prontamente esclamato: "Ecco, vedi? Questa è la metafora perfetta del capitalismo!". Bersaglio mancato. Le sigarette, lo sai che fanno male. E' un tuo problema, fumare, perchè è una tua scelta: pulita, chiara, e squisitamente autolesionistica. Avete presente invece quei cancri che insorgono dietro la continua esposizione all'amianto, che hanno praticamente caratterizzato la scienza medica degli anni '90? Bene. Quello è il capitalismo, quello serio.
Lavori in fabbrica per quarant'anni. Inali particelle di amianto per quarant'anni. Ti paghi le spese mediche per quarant'anni. (D'altra parte, i mal di gola continui devi curarteli altrimenti ti licenziano in tronco, se sfori la malattia). Poi, un giorno, a due mesi dalla pensione, vomiti un pezzo dei tuoi polmoni. Di colore grigiastro.
Poi solitamente scoppia una causa legale col padrone (che è rimasto, durante tutti quei quarant'anni, chiuso nel suo studio, con l'aria condizionata). Ti paghi l'avvocato, da solo. Quando sei ormai al limite dello stremo umano, e la tua foto ha fatto il giro dei giornali nazionali manco fosse il primo caso di zombi creato col veleno di un branco di pesci palla trovati morti sulla spiaggia di Fiumicino, vinci la causa. Il rimborso arriverà fra dieci anni, un periodo che non vivrai mai, purtroppo. Eppure, morirai felice, consapevole di aver avuto ragione.
Il problema è che non sai che la parcella del tuo avvocato verrà spesa in condizionatori, che utilizzerà nel suo studio, per stare lontano dall'amianto dei suoi clienti (sia mai che anche lui si ammali di tumore: come potrebbe difendere la povera gente come te a 400 € a seduta?). E non sai nemmeno che l'azienda produttrice di condizionatori climatici è controllata dal tuo padrone, azionista di maggioranza, che reinveste in edifici in amianto. Questo è capitalismo.
Allora è meglio una sigaretta, no?
Mercoledì, 2 maggio 2007
Il Papa ha deciso di abolire il limbo. Stupefacente come nel 2007 possa finire sulla prima pagina di tutti i maggiori quotidiani nazionali una notizia simile. Certo, è chiaro come il messaggio sia "o con me, o contro di me", ma tornare a parlare di Inferno, Purgatorio e Paradiso, inizia a diventare davvero pesante. Middle Age is over, John. Ma nessuno deve averglielo ancora spiegato. Per certe persone, il periodo dell'oscurantismo non finirà mai: quando
vedi uno che parla da un balcone, con una tonaca bianca e viola addosso, che sostiene di parlare con Dio, beh, capisci che per alcuni
l'oscurantismo non è mai finito, anzi, non escono la notte per paura di incontrare i basilischi, i draghi, e i sorci di fogna coi poteri divinatori.
Io non sono stato battezzato, e non credo a nulla secondo uno schema "ortodosso" (sicuramente non al cattolicesimo, insomma). Eppure, ammetto di aver sempre aspettato con curiosità di poter vedere il limbo, facendo una concessione al desiderio di spiritualità umano. Sacerdotesse greche. Matrone romane. Schiave egiziane. Effettivamente, a volersi calare nella parte del credente, il limbo doveva essere un buon posto per passare l'eternità. Certo, ci sarebbe stata la "nostalgia di
Dio", ma credo che a Socrate, Pitagora, e alle suddette donnine non importasse poi molto. O almeno, ci sarebbe stato altro a
cui pensare.
Forse dovrebbero essere proprio i credenti ad incazzarsi. Insomma, dall'oggi al domani non si può prendere e
abolire qualcosa che tutti conoscono (merito della Divina Commedia), dicendo semplicemente "puff, sorpresa! Il limbo non c'è
più!". Chi è il Papa? Lo strategy consultant dell'aldilà? Me li immagino, i convegni alla CEI. "Il limbo. Buttiamolo via" "Eh?" "Sì. E' obsoleto ormai. Roba da Medio Evo" "Non parlerei di Medio Evo, se fossi in te. Qualche settimana fa hai detto che il Diavolo esiste" "Ma il Diavolo esiste davvero!" "..." "Te lo giuro!" "Ok, ok. E come la mettiamo con la storia dell'anticamera dell'Inferno?" "Non lo so. Un punto ristoro?" "Come, scusa?" "Un punto ristoro. Potremmo chiamarlo 'L'Ultimo Sorso'. Suona da Dio" "Sì. Proprio da Dio" "O
magari..." "..." "...un ampio parcheggio!" Chissà che fine faranno tutti quelli nati prima della nascita di Cristo (il più grande messo in mezzo della storia dell'umanità, povero...Cristo, per l'appunto). Un'orda di anime cassaintegrate si rovescerà tra l'Inferno e il Paradiso, in cerca di un luogo dove stare. Forse chiederanno ai compagni defunti di trovar loro una sistemazione, o almeno organizzare un picchetto.
Il John Constantine di oggi ha un motivo ben preciso: buon compleanno Metalmark.
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