Sembrava che questa settimana non dovesse finire mai, tra scadenze, consegne, lezioni e appuntamenti. Invece ecco arrivato il sabato. Non che questo comporti una qualsivoglia forma di riposo. Ma almeno, prima di fiondarmi al corso di grammatica musicale, e poi sui soggetti, posso bere qualche caffè in più, in mutande, sul letto di casa mia. Final Draft 7 è comunque lì, pronto ad attendermi, in stile ascia del boia. Comunque, c'è da dire che si scoprono cose estremamente piacevoli, nel mondo dell'editoria. Proprio ieri ho scoperto che un collaboratore di una delle riviste per cui scrivo conosce e lavora con Aureliano Amadei, l'autore di Venti Sigarette a Nassiriya, che avevo avuto la fortuna di conoscere all'università di TorVergatraz, ai bei tempi dell'All-Day-DAMS. Dategli una letta, davvero. Anche se non posso mettermi a farne la recensione stamattina - e sarebbe comunque uscito troppo tempo fa per farne una recensione interessante - vi assicuro che è scritto davvero bene, ed è probabilmente il libro più interessante sull'affaire Nassiriya. D'altra parte, lui c'era, ed è l'unico sopravvissuto civile. Fatevi due conti.
E tanto per rimanere in tema, durante questi sette giorni - che sarebbero passati più allegramente se avessi atteso Samara di The Ring. Senza contare che sarebbe stata una vera soddisfazione prenderla a calci in faccia - ho riscoperto, navigando per lavoro, la Teoria dei Sei Gradi di Separazione. Credo che tutti ne abbiano sentito parlare: si tratta di una teoria matematica per cui due qualunque esseri umani sarebbero uniti tra loro da sei altre persone. Una grande rete dei contatti, insomma, che permetterebbe a tutti di conoscere tutti. Ieri, tornando dalla redazione, ci ho pensato intensamente. Tecnicamente - tecnicamente - dovrei arrivare in sei gradi anche a Neil Gaiman, Frank Miller e Alan Moore. Credo che sarebbe una vera esperienza poter chiedere a Moore "ma perchè cazzo hai permesso un adattamento così squallido della League of Extraordinary Gentlemen?". Devo ammettere però che ho paura di sentirmi rispondere "Eat some peyote with me, ol'brother", visto il tipo.
L'ultimo grande quesito è legato a Keira Knightley. Insomma, se la Teoria è vera, dovrei poter arrivare anche a lei. Keira Knightley è l'unica donna a cui chiederei, seppur felicemente innamorato del mio Cenio Ti Male, "Ehi, facciamo sesso?" senza starci troppo a pensare. Ma queste sono considerazioni mie. C'è qualcosa di più serio che vorrei disperatamente dire a Keira. Se qualcuno (anche sei persone) potessero mettermi in contatto direttamente con lei, vi pregherei di farmelo sapere. Io devo assolutamente prendere quella donna, abbracciarla, accarezzarle la testa e dirle: "Listen to me, my little Keira. You're not the same with Natalie Portman. Well, I know, all the story about Star Wars, and so and so with Padmé. But there's a difference between you and her, you know. She's good to play, when you're not. But... it doesn't matter. Shhh...it doesn't matter. I love you, anyway". Vi prego, realizzate il mio sogno.