Ieri
è morto Ingmar Bergman. Oggi abbiamo saputo che
è morto anche
Michelangelo Antonioni. In pratica, in due giorni di fila, se ne sono andati due dei più grandi registi di tutti i tempi, il primo autore di un capolavoro come
Il Settimo Sigillo - insomma, stiamo parlando della
morte che gioca a scacchi - l'altro di quel
cult che è
Zabriskie Point, solo per citare i miei preferiti (ad onor del vero, bisogna ricordare anche
Michel Serrault, scomparso pure lui ieri, attore de
Il Vizietto). Certo, sono i naturali segnali di come "quella" generazione stia sparendo. Triste, come cosa, ma fisiologica.
Eppure, ammettiamolo: la giustizia divina non esiste, e
noi non abbiamo più scuse.
Ritiriamo fuori le ghigliottine, e facciamo fuori i
Vanzina e
Neri Parenti, prima che distruggano anche
Amici Miei.