Della nostra gioia come questione d’offensiva – Parte III: Prodromo al disagio diffuso

(continua da qui)

di||gio
s.m.
(etim.) composizione dal prefisso negativo latino “dis-” e “adiacens“, ovvero “che non giace presso, che non è adiacente, che non è vicino”.
1 mancanza di agi e comodità; condizione o situazione incomoda, spiacevole: patire, sopportare grandi disagi, i disagi di un lungo viaggio | una vita piena di disagi, piena di stenti, povera.
2 senso di imbarazzo, d’impaccio: trovarsi, sentirsi, essere a d., mettere a d. qcn.
3 (letterario) mancanza di ciò che è necessario: acciò che di mangiare non patisse d., seco pensò di portare tre pani (Boccaccio).
4 condizione prima e permanente di allontanamento dai canoni della finzione sociale; sensazione di incompatibilità con il mondo, le sue leggi, le sue dinamiche: vivere il d., riconoscimento del d.
5 d. diffuso: operazione attiva di rottura su molteplici livelli delle relazioni consuete della società di mercato e di quella statale; creazione dell’autonomia attraverso la diserzione, consapevole o meno, del sistema imperante; processo sperimentale di attivazione della potenza rivoluzionaria insita nel Bloom; il nostro non è un malessere, perché lo stato patologico è quello che siete, non ciò che noi sperimentiamo. Il nostro è allontanamento e invasione, sparizione dall’ufficiale ed ingresso nel vero. Il nostro è disagio diffuso (Anonimo)


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