Cartoline dallo stato d’eccezione: A Volto Coperto

Per chi legge dall’Italia, sembrerà strano lo status quo a riguardo. Ma da queste parti, Oltralpe, non è (ancora) reato mascherare la propria identità all’interno di cortei e manifestazioni. Ho specificato un “ancora” tra parentesi, perché pare che il Ministro dell’Interno, ex-Difesa, Michèle Alliot-Marie abbia intenzione di vietare ogni tipo di travisazione dell’identità, siano passamontagna, kefiah o fazzoletti sul naso e sulla bocca. Ed eccola, la frase a effetto dallo stato d’eccezione, la “buona giustificazione” per ogni “decreto buono”: «Ceux qui manifestent pour leurs idées jamais ne dissimulent leurs visages», ovvero «Chi manifesta per le proprie idee, non copre mai il suo volto». Grazie per la lezione, Ministro. Il Subcomandante Marcos -per dirne uno – approverà, e noi sicuramente non ci renderemo conto del valore e dell’importanza dell’opacità come dell’invisibilità, in un contesto in cui ogni dissenso si trasforma vertiginosamente in reato, grazie al suo illuminante exploit retorico.

La proposta di legge, che prevede anche l’utilizzo delle videocamere presenti nei luoghi di manifestazione a fini repressivi, ha già suscitato reazioni. Non sempre capaci di rincuorare. Il Presidente del Consiglio Nazionale delle Libertà Informatiche ha dichiarato: «L’utilizzo delle telecamere di sorveglianza deve essere regolato giuridicamente. Informazioni pubbliche, tutela della privacy, tempi di controllo delle immagini. Chi controlla chi ci controlla? C’è da preoccuparsi». Ma chi preoccupa, è Xavier Renou. Il portavoce dei Désobéissants, ha infatti preferito, pur senza condannare esplicitamente i “cattivi provocatori a volto coperto” e sottolineando come i primi ad essere incappucciati siano i poliziotti stessi, sostenere che “la disobbedienza civile poggia sul principio della responsabilità delle proprie azioni. È per questo che noi preferiamo avanzare a volto scoperto“. A ognuno il suo (sinceramente, da quando ho potuto discutere con due militanti della Clown Army, mi sono dovuto ricredere su molte cose riguardo lo stare in piazza con incisività). Ma non sarà creando il fronte dei “buoni” e quello dei “cattivi” che si potrà impedire l’attuazione del disegno di Madame “MAM“. E forse per lei, va proprio bene così.

In fin dei conti, nello stato d’eccezione, il principio del divide et impera rimane molto, molto considerato.


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