Comunicazione-guerriglia divina
Pare che qualcuno, ancora intento a credere alle parole di un pazzo vestito di bianco che ogni domenica si affaccia a un balcone sostenendo di parlare con Dio (e Dio gli direbbe, in queste sue allucinazioni, di non avere rapporti sessuali, ma anzi, di propugnare l’astinenza come dovere morale: da queste parti siamo contrari a galere e manicomi, ma almeno un assistente sociale, dico io…), abbia attacchinato per Roma un manifesto con su scritto “Dio esiste… e anche gli atei lo sanno!“.
Beh, non vedo cosa potersi aspettare di meglio. Visto che il détournement pratico mi è negato a causa della distanza, mi limito a dare qualche spunto. La carta e la colla ce l’hanno già messa i poveri defensores fidei, a noi basta soltanto qualche manchette azzurra, un pennarello bianco, e un po’ di fantasia… Buon divertimento!




Già, un pazzo vestito di bianco che dice minchiate sporgendosi da un balcone.E tutti applaudono.Spesso provo un grande senso di tristezza a costatare quanto la gente sia avezza a schiavizzarsi a certe istituzioni para-sataniche che si spacciano per divinamente-ispirate.
Provo la stessa tristezza quando vedo una presunta propensione al nazionalismo( e pertanto all’odio degli immigrati, all’intolleranza della diversità religiosa) da parte di un paese ormai totalmente colonizzato e Americanised.Da parte di un paese che vuole a tutti i costi difendere un’identità che non ha più.
Alcuni di quei manifestini sono comparsi anche a Bologna, dove è noto però hanno da sempre attecchito i cosiddetti “cattocomunisti”, versione politica della capacità tutta italiana di dire una cosa in pubblico e farne una diversa in privato (poiché i cattocomunisti della mia zona sono tutti uomini che hanno fatto una fortuna, per quanto la maggior parte poi si sia impegnata a restituire alla comunità una parte di quella stessa ricchezza sulla base di solidarietà sincera o pelosa, a seconda dei casi). Devo dire che li ho trovati particolarmente divertenti, soprattutto mentre vedevo i ragazzi dei collettivi di filosofia, gente simpatica ed alquanto arguto, chiosare con fogli manoscritti appena sotto, profondendo valutazioni razionali circa la probabile inesistenza del dio (o Dio) cristiano come interpretato dal Papa, per la palese contraddittorietà delle sue azioni, senza negare a priori l’esistenza di un Ente imperituro sovraumano, inteso in senso epicureo oppure, più prosaicamente, feuerbachiano.
Pochi minuti dopo, una 15ina al massimo, sono ripassato per quella stessa via. I collettivi avevano continuato la loro marcia lungo via San Felice, quindi non erano più lì. Al loro posto, una croce celtica sopra quel misero foglio, attaccato con carta gommata, che inneggiava all’esistenza del Dio Italico, nemico della massa islamico-comunista.
Sono cose che mettono di buon umore. Eh, si, perchè mette di buon umore vede opporre alle parole sagge e ragionate, per quanto tristi possano essere (ma da agnostico, non le trovo tali) gli schiamazzi violenti, per quanto solo scritti, di alcuni scriteriati che ragionano col pube, la parte del loro corpo che più gli ricorda, anche se presumo un piccolo, un manganello.